Sab. Apr 20th, 2024

E’ morto Otello Profazio, cantautore e cantastorie di genere folk nato a Rende ma di origini reggine: la Calabria perde un mostro sacro di musica e cultura

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La Calabria ha perso ufficialmente un importante pezzo di storia, musica e cultura. Questa notte, infatti, è venuto a mancare Otello Profazio, cantautore e cantastorie di genere folk nato a Rende ma di origini reggine. Sono tantissimi in questi minuti, sui social, i messaggi di cordoglio e solidarietà, ricordando una persona genuina prima che un simbolo sacro della tradizione nostrana.

Chi era Otello Profazio

Classe 1934, ha cominciato la sua attività musicale da giovanissimo, nel 1957, rielaborando canzoni della tradizione siciliana, calabrese, pugliese e del meridione in generale. L’apice del successo negli anni ’60 e ’70, con la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e la presenza alla trasmissione tv “Questo e quello” di Giorgio Gaber.

Il suo traguardo più importante è stato il conseguimento del Disco d’Oro per aver venduto oltre un milione di copie dell’album “Qua si campa d’aria”. Ancora oggi è l’unico cantante del genere ad aver raggiunto questo risultato, frutto della sua passione, bravura e competenza, fattori che lo hanno portato ad esibirsi in tutto il mondo, facendo conoscere la nostra cultura anche fuori dai confini nazionali.

Alla famiglia, anche da parte della redazione di Telemia, giungano le più sincere condoglianze.

Reazioni

Occhiuto: “Perdiamo pezzo importante di storia e di cultura della Calabria”

Con la scomparsa di Otello Profazio perdiamo un pezzo importante di storia e di cultura della Calabria. Grande cantore popolare, è stato un simbolo genuino per tante generazioni, riuscendo sempre a interpretare il sentimento più autentico delle nostre tradizioni. Sincero cordoglio Lo scrive su Twitter Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Mancuso: “Leggenda vivente della musica popolare”

“Con la scomparsa di Otello Profazio viene meno un vero e proprio monumento della musica popolare italiana. Una leggenda vivente dalle enormi capacità artistiche e dalla spiccata sensibilità umana, specie nei confronti dei soggetti più fragili e indifesi a cui ha dedicato canzoni e ballate straordinarie. Ma anche uno dei più grandi cantastorie di tutti i tempi che ha raccontato l’anima della Calabria e del Mezzogiorno, enfatizzandone i pregi senza mai nascondere vizi e contraddizioni”. Lo afferma, in una nota, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso. “Come hanno scritto sociologi e scrittori che hanno indagato in profondità la sua musica e i suoi testi – aggiunge Mancuso – di lui parleranno per sempre i libri di storia. Il suo ricordo, nei calabresi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne l’estro creativo e l’acuto senso dell’umorismo, non verrà mai meno. Alla famiglia e ai suoi amici più cari le condoglianze mie personali e del Consiglio regionale che rappresento”.

Antoniozzi (FI): “Era un fuoriclasse”

“Qua si campa d’aria” e “Governo italiano ti ringrazio” sono due perle straordinarie e uniche, purtroppo attuali. Otello Profazio era un fuoriclasse e forse se ne accorgeranno dopo come succede spesso”. Lo afferma, in una nota, Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. “Da calabrese – aggiunge – dico che è stato un antropologo e ancora oggi da noi si campa d’aria . Quel richiamo alla pressione fiscale, detto in vernacolo in ‘governo italiano ti ringrazio’, è un manifesto politico ancora attuale”.

Irto: “Perdiamo un ambasciatore della calabresità”

“Con la morte di Otello Profazio la Calabria perde un pezzo importante della propria storia e della propria arte, un ambasciatore della calabresità conosciuto nel mondo”. Lo afferma, in una nota, il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd. “Le melodie di Profazio – continua Irto – sono state apprezzate nella nostra regione e in tutta Italia per la loro forza musicale e perché frutto della ricerca di un intellettuale profondo che, forse, siamo riusciti a valorizzare poco, come purtroppo spesso accade con le nostre eccellenze. La sua empatia verso il prossimo è stata totale e perciò gli è stato facile diventare punto di riferimento per i calabresi nel mondo, che hanno avuto modo di accoglierlo e ascoltarlo con grande entusiasmo in America, Australia, Argentina e ovunque, all’estero, abbiano creato comunità. Profazio ha vinto un disco d’oro e venduto un milione di copie grazie alla potenza del folk ed al proprio messaggio di rivincita sociale, nel quale si è potuto riconoscere l’intero Mezzogiorno. Potrei elencare mille suoi successi, dal premio Tenco alle partecipazioni a Canzonissima”. “Custodiremo vivo – dice ancora il senatore Dem – il ricordo Otello Profazio, calabrese autentico capace di portare nel mondo la propria arte e la sua idea di Calabria e di Sud, insieme ad una spinta di riscatto, mai ipocrita e sempre realista, che dovremmo essere in grado di trasmettere alle nuove generazioni”.

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