Sab. Feb 24th, 2024

Il parroco «qualcuno deve fare i conti con la propria coscienza e le proprie responsabilità», «ha sulle mani il sangue della vita di Mariella e di Said”.

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A dirlo don Ivan Rauti, nella giornata di ieri nella chiesa di Santa Teresa del Gesù, a Catanzaro, nell’omelia per il funerale di Maria Pansini, la capotreno di 61 anni morta nell’incidente ferroviario avvenuto a Thurio, a Corigliano-Rossano, nei giorni scorsi, quando un treno si è scontrato con un tir fermo sui binari ad un passaggio a livello e nel quale ha perso la vita anche il camionista Said Hannaoui, di 24 anni, di nazionalità marocchina. 


    In una chiesa gremita di persone e di colleghi, il parroco ha sostenuto che “non si parla mai di vite spezzate e dolori acuti quando si discute di morti sul lavoro. Si parla sempre di capitali. Mariella mi parlava della sua amata Valeria e della pensione. Mi parlava della tratta jonica come di una barzelletta, non dignitosa, che faceva ridere, ma che oggi fa anche piangere. Mariella è andata via in un modo assurdo quasi inspiegabile e non ci sono le parole giuste per commentare”. 


    Amici e colleghi hanno salutato Maria leggendo lettere sull’altare parlando di “un trenino disgraziato e di tratta ferroviaria precaria” rivolgendosi alla figlia Valeria che lavora per Ferrovie come hostess a Milano. La donna ha dato l’addio alla mamma in lacrime, raccontando qualcosa di lei ai presenti: “Mamma, la vita con te non è mai stata facile e speravo che di qui a breve ci avrebbe regalato quei momenti che ci erano mancati, ma così non sarà. Sei stata la madre migliore che potessi desiderare e vorrei che tutti sapessero che la tua vita aveva un valore inestimabile”. 


    A salutare Maria tutte le cariche istituzionali locali e regionali. Il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, ha proclamato il lutto cittadino per oggi. 
    All’uscita i capitreno hanno detto addio alla collega con rose bianche e fischiando tutti insieme per accompagnare il suo “ultimo viaggio e per chiudere il sipario sul palco dei binari”.

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