Gio. Feb 29th, 2024

Riportiamo, quì di seguito, una illiminante riflessione sul Natale di uno dei più preparati ed eccellenti diaconi italiani, perla preziosa della diocesi di Locri – Gerace, don Michele Trichilo:

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“Ritorna il Natale, ritorna ancora il gioioso Vangelo che il Verbo eterno ed onnipotente del Padre, sua Parola e sua stessa Vita, si è fatto carne venendo a dimorare in mezzo a noi (Gv 1,14). Difronte a tanta benignità e a tanta condiscendenza non resta che rimanere estasiati e muti per questo mistero d’amore. L’uomo, già amato dal cuore appassionato del Padre al momento della creazione, con la nascita del Figlio di Dio nella carne è chiamato a divinizzarsi (la theosis per i Padri greci), cioè ad entrare nella vita intima della Trinità, partecipando, già su questa terra, alla sua essenza e alla sua gloria. Questa è la bellezza del Santo Natale: l’uomo è invitato a guardare in Alto, a fissare nel neonato Bambino la vita del Cielo, facendosi egli stesso via per la Chiesa, per l’umanità smarrita ed insanguinata, per ogni uomo, vicino e lontano dal suo cuore. Buon Natale, allora. Sono tre le spirituali “presenze” che accompagnano il nostro augurio: la Madre di Gesù, divenuta nell’incarnazione del Figlio di Dio, madre dell’umanità, il cui culmine sarà raggiunto ai piedi della Croce (cfr. Gv 19,27). San Giuseppe, il grande contemplativo silenzioso ed estatico, del Bambino Gesù, ed infine i pastori, avvolti di gloria e di luce dall’Angelo al momento della nascita (cfr. Lc 2,9). Con questi testimoni privilegiati del Mistero del Natale, viviamo anche noi questo “sacramentum”, annunciando al mondo, con tutta la nostra vita rivestita di luce, che Dio ci ama e che nel suo Figlio divenuto nostra carne, ci dà la prova dell’amore più grande. «Questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell’uomo: perché l’uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio» (Adversus haereses, 3,19,1: PG 7,939).”

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