Ven. Feb 23rd, 2024

Costituzione in carcere: Tentato omicidio a Reggio, secondo indagato

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Dopo un periodo di quasi tre mesi di latitanza, Paolo Paleologo, 45 anni, si è costituito in carcere in relazione all’accusa di tentato omicidio avvenuto a Reggio Calabria il 13 ottobre scorso ai danni di Gioele Carmelo Mangiola, 39 anni, colpito al volto da alcuni proiettili in via Sant’Elia, nella zona sud della città.

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato all’emissione di un provvedimento di fermo e successivamente di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Paleologo. Secondo l’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Paleologo è identificato come uno dei due autori del tentato omicidio, con presunti “compiti di supporto” all’azione di Emilio Minniti.

Minniti, arrestato lo scorso dicembre, è considerato l’esecutore materiale dell’aggressione. La testimonianza della vittima Mangiola, che al momento dell’agguato era ai domiciliari per un precedente tentato omicidio, indica che Minniti avrebbe sparato fisicamente, mentre Paleologo, suo complice, lo avrebbe incitato durante l’azione criminale, esortandolo a compiere il gesto.

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Francesca Mesto riporta le parole della vittima, secondo cui Paleologo avrebbe instigato Minniti con frasi come “spara, spara”. I magistrati, sulla base della dinamica dell’evento e delle dichiarazioni accusatorie di Mangiola, che ha identificato i due indagati come gli autori del tentato omicidio, ritengono che non ci siano dubbi sulla colpevolezza di Minniti e Paleologo. Inoltre, Mangiola sostiene che il movente dell’aggressione è legato al suo rifiuto di entrare a far parte di un gruppo mafioso.

Paleologo, assistito dagli avvocati Giacomo Iaria e Pierpaolo Emanuele, sarà sottoposto nelle prossime ore all’interrogatorio di garanzia, durante il quale potrà esporre la sua versione dei fatti.

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