Gio. Feb 22nd, 2024

Dibattito sugli scenari del Tito Minniti in vista dell’arrivo della low cost e ribadendo la necessità di uscire dalla gestione Sacal

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Nei giorni del sensazionalismo per l’arrivo di Ryanair nell’aeroporto Tito Minniti, il Movimento Cinque Stelle riflette sulle reali prospettive future dello scalo reggino con un incontro pubblico tenuto oggi pomeriggio in città, presso l’hotel Torrione. Un dibattito che, come ha detto Maria Laface, rappresentante territoriale Ms5 Reggio Calabria, ha voluto rappresentare la realtà dei fatti “oltre le speculazioni”. A che punto siamo e dove stiamo davvero andando in un momento di trionfalismo del governo regionale e dei deputati reggini di centrodestra attorno all’aeroporto di Reggio, che però continua a non convincere la città. 

Al tavolo insieme al deputato Riccardo Tucci, il consigliere regionale Davide Tavernise e Fabio Foti, del gruppo reggino, ci sono stati i professori Michele Buonsanti e Domenico Gattuso dell’università Mediterranea, che hanno affrontato l’argomento sotto aspetti tecnici ed economici.

Gattuso ha parlato di “liberazione e rilancio dell’aeroporto e dell’area metropolitana dello Stretto”, mettendo in relazione l’infrastruttura e il territorio. Ripercorrendo la storia degli ultimi decenni del Tito Minniti e il declino causato dalle gestioni fallimentari, Gattuso ha messo a confronto gli scali di Lamezia e Reggio con l’inoppugnabile nettezza dei numeri. Secondo la normativa statale del 2012 entrambi aeroporti di seconda fascia (comprehensive network) ma strategici per la continuità territoriale, vedono un divario di investimenti non corrispondente alle potenzialità geografiche e di popolazione.

Lamezia copre un bacino di 1224000 utenti contro i 1335000 di Reggio, che si estende fino alla provincia di Messina. Il potenziale economico e turistico dello Stretto è elevato, ma il dato non corrisponde ai livelli di accessibilità, situazione infrastrutturale e servizi pubblici integrati – buoni o ottimi a Lamezia, mediocri a Reggio. E fanno male le disparità nel numero di vettori (7 a Lamezia, solo una a Reggio, meno persino di Crotone, dove le compagnie sono 3) e di voli giornalieri (19 a Lamezia, 4 a Reggio).

La palese politica lametinocentrica con finanziamenti e interventi focalizzati solo su quell’aeroporto e assenti nello scalo dello Stretto rafforza la necessità di “liberarci da Sacal”, dice Gattuso riferendosi al progetto di gestione autonoma da parte di una società mista dei territori dello Stretto. E sul tema caldo del momento, la conquista di Ryanair, commenta: “Si sta gridando al miracolo ma è ancora tutto nebuloso. Dovremmo piuttosto chiederci se davvero questa compagnia sarebbe affidabile, e costruire una sicurezza con un contratto vincolante almeno decennale o che garantisca assunzioni e stabilità. La seconda base di Trieste prevede già tutto questo, far restare un aereo dormiente a Reggio e senza personale non significa avere un hub”. 

Sullo sfondo c’è anche il rischio di perdere la compagnia di bandiera, con il sospetto di una migrazione verso Lamezia, dove Ita Airways ha già dirottato il volo per Milano perso al Tito Minniti e ne aggiungerà un altro. “Dietro Ita c’è adesso Lufthansa – ha detto il professor Gattuso – quindi una compagnia internazionale che permetterà a Reggio di essere collegata con il mondo. Le altre compagnie si sono viste e sono andate via, e senza garanzie con Ryanair potrebbe accadere ancora”. L’allarme del professore è tranchant: “In Calabria stiamo andando verso la morte di due aeroporti per lasciarne uno solo”. 

Michele Buonsanti, ingegnere, pilota, ufficiale di sicurezza volo dell’aeronautica militare e già presidente della commissione sicurezza volo per l’aviazione generale, è profondo conoscitore dell’aeroporto Tito Minniti, e soprattutto della vexata quaestio delle limitazioni operative. Come più volte ha ribadito, il professor Buonsanti sottolinea nuovamente che “le restrizioni sono una barriera di sicurezza” ed espone una completa analisi delle criticità di avvicinamento alla pista 33 imposte da Enac alla fine degli anni Ottanta. L’ultimo capitolo di questa storia infinita è la nuova procedura Required Navigation Performance Authorization Required, che secondo Buonsanti non cambierà la vita alle low cost come Ryanair, poco inclini ad osservare protocolli che appesantirebbero i regolamenti operativi interni.

Proponendo alcune soluzioni alternative, tra cui la realizzazione di una nuova pista e l’utilizzo della 11-29 (“è l’unica a non avere restrizioni, bisognerebbe decidere se usarla o chiuderla definitivamente”), il professore sostiene che solo l’introduzione dell’avvicinamento strumentale potrebbe portare il Tito Minniti a un reale salto di qualità: “Non posso dire da chi – ha ironizzato – ma mi è stato risposto che non accadrà perché Reggio è in fondo alla lista”. Citando il tracollo di passeggeri e numero di compagnie e la chiusura forzata imposta durante la pandemia solo a Reggio, mentre a Lamezia si continuò a volare, Buonsanti ha concluso con una domanda pleonastica rivolta al pubblico: “Siamo sicuri che il problema dell’aeroporto di Reggio Calabria siano le restrizioni?”

Il dibattito ha lasciato molti suggerimenti di azioni possibili per la rinascita dell’aeroporto dello Stretto: dal potenziamento dei servizi nautici in corrispondenza dei voli e dei servizi di raccordo veloce con il porto, e del trasporto su ferro e gomma tra la provincia di Reggio e il Vibonese, a politiche tariffarie agevolate e marketing turistico. Il Ms5 resta fermo nel perseguimento della gestione autonoma spezzando le catene di Sacal. Trascorso un anno dal deposito dell’interrogazione parlamentare a doppia firma di Riccardo Tucci e Angela Raffa, indirizzata al ministro Salvini, il deputato calabrese afferma: “Noi avevamo indicato anche una possibile strada per investire i 60 milioni di euro stanziati per Reggio Calabria dove l’unico intervento previsto rifare una facciata che cade a pezzi. Avevamo proposto al ministro – continua – di valutare alcuni preventivi esistenti, che con la metà della cifra, 30 milioni, permettono di creare uno scalo nuovo con l’intermodalità prevista per Messina, ma dobbiamo constatare che nonostante vari solleciti non c’è stata risposta e nel frattempo non ci sembra sia cambiato nulla per lo scalo reggino”.

Tucci è cauto anche su Ryanair: “Avere una nuova compagnia è sempre una buona notizia ma mi domando se questo non sia la premessa per l’uscita di Ita Airways. La proiezione futura per Reggio nel piano nazionale degli aeroporti è di 480.000 passeggeri annui e Ryanair sostiene di farne 500.000, non vorremmo che ci fosse una sostituzione, che per Reggio non sarebbe un guadagno”. 

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