Dom. Apr 14th, 2024

Dal Vangelo secondo MatteoMt 25,31-46In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».Parola del SignoreIl commento di monsignor Piero Romeo, vicario generale della diocesi di Locri Gerace:Il giudizio finale, giusto qualche giorno dopo l’inizio della quaresima, fa risuonare con forza le parole con cui questa inizia: «Convertiti e credi al Vangelo». Nel giudizio raccontato dall’evangelista Matteo si possono leggere tre chiari inviti alla conversione, tre richiami a cambiare direzione. Il primo porta allo sguardo che il momento finale del giudizio proietta sulla vita vissuta e sulle scelte di ogni giorno. Vista dalla sua fine, la vita prende un’altra forma rispetto a quella successione di istanti scanditi dall’agenda delle scadenze, dal calendario dei propri obiettivi. Al giudizio finale non si risponderà di un’agenda rispettata, ma degli incroci mancati con i volti e le vite di coloro che nella nostra pianificazione non ci entrano. Il secondo invito poi riguarda i criteri con cui si scelgono priorità e responsabilità. I propri gusti, i propri bisogni, il riconoscimento ricercato saranno nostri compagni nello scegliere se impegnarci in una situazione o in una relazione. Se questi nostri “compagni” ci convinceranno che la nostra vita è già così complicata da non poter ascoltare, vedere, servire chi è rimasto fuori, però, ci sarà un giudizio – e sarà severo. Saremo noi a essere rimasti fuori dalla nostra umanità. Il terzo invito è a conoscere Dio per quello che lui ha voluto dire di sé, al di là dei nostri desideri, interpretazioni, riflessioni. “Ero quel tuo fratello più piccolo straniero, affamato, assetato, nudo, malato, in carcere”. Questo è il Vangelo di Gesù, convertiti e credi.

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