Gio. Apr 18th, 2024

Da quasi un mese sono costretto ad ascoltare le parole con cui il consigliere comunale Nicola Marulla ha commentato la mia decisione di revocargli l’incarico di assessore del Comune di Stilo. Parole livorose e offensive, per cui non nascondo un certo rincrescimento (e una certa sorpresa per i tempi, come spiegherò a breve).

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Naturalmente posso provare a capire la frustrazione di una persona in una simile situazione ma capisco molto meno gli attacchi sul profilo personale, ancor prima di una analisi prettamente politica. 

D’altronde, il caso di una persona che da settimane mi lancia accuse e insulti (senza che il sottoscritto gli risponda con pari acredine) e poi si dica “sgomento e impaurito” solo perché definito assenteista, va certamente gestito con molta delicatezza. 

L’attività politica presuppone un impegno a garantire momenti di serenità che favoriscano confronti anche accesi ma che assicurino regole e comportamenti civili. Per tale ragione non mi sono mai abbassato a replicare agli insulti ricevuti, anzi ho sempre richiamato a moderazione dei toni, ben conscio che il Sindaco di una comunità non può cadere in provocazioni di bassa lega. Evidentemente però il consigliere Marulla confonde buon senso, educazione e decoro politico per debolezza e diventa anche più aggressivo. 

Faccio notare che nell’animo del consigliere Marulla tutto questo malessere verso la mia persona è esploso solo dopo che gli è stato revocato l’incarico. Come mai in questi anni ha continuato a fare parte di una squadra guidata da me se ero tanto pericoloso e pessimo? Come mai ha continuato a fare l’assessore (bello comodo da casa) senza pensare che sarebbe stato più coerente e credibile rassegnare le dimissioni, motivandole con mancanza di agibilità politica e libertà di espressione?  

Ha capito che ero un “incompetente, ducetto, sabotatore con la mente offuscata, autore di follie” ed altri epiteti a me indirizzati, solo dopo che la carica gli è stata revocata? O forse ha capito che ero tanto orribile una volta venuta meno anche la sua indennità di carica? Ci sia consentito coltivare il dubbio tra le due ipotesi!  

Quanto scritto in queste settimane dal consigliere Marulla potrebbe costituire materiale di primissimo ordine per una Grande Enciclopedia Universale delle Menzogne. 

Tra le migliori spicca senza dubbio quella raccontata nel suo ultimo comunicato in cui afferma, artatamente, che il sottoscritto (testuale) “la sera del 29 gennaio […] si è attaccato al telefono di altri, chiamando la mia compagna […] per dire che avrebbe fatto un altro comunicato per “abbassare i toni” [dissociandosi] dal comunicato della Maggioranza …”.

A fronte di tali ipocrite affermazioni, a questo punto, definisca il consigliere chi siano i cosiddetti “altri”; chiarisca se io abbia contattato qualcuno o piuttosto – semmai – se sia stato io ad essere stato contattato; e definisca i contenuti corretti della conversazione tra me i cosiddetti “altri” e la sua compagna; appare davvero bizzarro come avrei mai potuto prendere le distanze da un comunicato di solidarietà espressa nei miei confronti a seguito delle offese dell’ex assessore Marulla.

Quanto da lui affermato in modo pusillanime è semplicemente vergognoso, riprovevole e indicativo di una propensione innata allo stravolgimento della realtà. Piuttosto, come da me invitato in consiglio comunale, si aiuti a sbloccare i ricordi e confessi come stanno realmente le cose e cosa sia alla base del suo atteggiamento indispettito e astioso nei miei confronti. 

Il consigliere Marulla non comprende che la mia autorevolezza (che lo spinge ad attribuirmi condotte dispotiche, al punto di definirmi Ducetto) altro non è che il senso di responsabilità e la fermezza nel dire no, difronte a richieste evidentemente non rispondenti ai principi che ci siamo prefissati fin dall’inizio del nostro mandato.

La lealtà, la coerenza, sono valori che non si ostentano sui Social, ma si praticano nella quotidianità.

Il consigliere Nicola Marulla purtroppo non ha ancora compreso, anche se non sarebbe difficile, che fare l’amministratore richiede impegno, presenza e assunzione di responsabilità nell’affrontare i problemi della collettivita’.

È stata la sua mancanza di partecipazione all’attività amministrativa a spingermi a revocarlo dall’incarico assessorile. A differenza di quanto detto con vittimismo piagnone dall’ex assessore, egli ha goduto della fiducia mia e di tutta l’amministrazione. Mal si comprende, altrimenti, perché avrei dovuto nominarlo assessore dopo la vittoria elettorale.  A conferma di ciò, egli ha ricevuto a maggio 2023 sei deleghe importantissime, dalla Pubblica Istruzione alla Transizione Ecologica, dalle Periferie alle Risorse Agricole, dalla Sanità ai Rapporti Istituzionali. A fronte di ciò, non c’è stato da parte sua alcun riscontro in termini di impegno e di partecipazione, se non nei pochi casi a lui cari.

Il consigliere Marulla, da assessore è stato un assenteista, essendo mancato fisicamente dalla Casa comunale dalla primavera 2023, se non per sporadiche eccezioni,  e non basta evidenziare le sue partecipazioni alle sedute di Giunta, per lo più da remoto, per dimostrare il contrario. 

La realtà dei fatti è che il consigliere Nicola Marulla ha disatteso il mandato elettorale conferitogli, venendo meno agli impegni assunti con il nostro PROGRAMMA AMINISTRATIVO, laddove stabilisce che” il Sindaco e gli amministratori garantiranno la loro presenza negli uffici comunali”…(cfr. pag. 4).  

Su tali argomenti si è discusso nel consiglio comunale del 23 febbraio u.s.  Auspico, tuttavia, che nelle prossime sedute consigliari i temi verranno affrontati con animo sereno, dando esempio di maturità, diversamente da quanto accaduto nello scorso consiglio. 

Nonostante ben tre settimane di offese e attacchi personali, rimango del parere che le questioni politiche debbano essere ricondotte nel giusto alveo.

Chiedo, infine, al consigliere Nicola Marulla un confronto pubblico, vis-a-vis, in modo da avere la possibilità di rispondere in maniera dettagliata, chiara ed esaustiva, ad ogni singola accusa e critica dallo stesso a me sollevate.            

     Giorgio Antonio Tropeano

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