Ven. Mar 1st, 2024

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,14-23

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In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

La spiegazione di monsignor Piero Romeo, vicario generale della diocesi di Locri Gerace:

Il nostro brano insiste sulla distinzione, che permette a Gesù di contrastare la costante tentazione del religioso di appiattire tutto in uno stesso livello di importanza per la vita credente. Riceviamo insieme ai discepoli un insegnamento sconvolgente nella sua elementarità: verifica della religione è l’umano, il funzionamento del corpo addirittura! Gesù sposta la prospettiva dall’esterno all’interno, distinguendo gerarchicamente nell’uomo stesso il ventre ed il cuore, col presunto contaminante che entra ed esce, senza entrare in contatto con l’essenziale. L’esterno non è un problema se non nella misura in cui provoca qualcosa nel cuore, quindi “tutto mi è lecito, ma non tutto giova… non mi lascerò asservire da nulla” (1Cor 6,12). Problema non è il mondo di per sé, ma la mondanità che abita noi e che da noi fa uscire ciò che contamina! il puro e l’impuro esistono ed è indispensabile discernerli per il comportamento etico, ci sono elementi da evitare, c’è un male che sollecita le nostre intenzioni. Ma il vero problema non è ciò che entra in relazione con noi bensì il risultato balordo dell’incontro col cuore, centro dell’uomo. Lo sguardo di Eva e di Adamo trasforma e rende pericoloso il frutto, di per sé rimasto tale e quale! L’ascesi davvero cristiana si occupa non dell’esterno ma del cuore, delle nostre relazioni cattive che contaminano noi e il mondo.

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