Mer. Lug 17th, 2024

Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia un rallentamento generale, nonostante un incremento dell’occupazione con 11mila nuovi posti di lavoro

Nel 2023, l’economia calabrese ha mostrato segni di rallentamento, segnando una crescita dello 0,6%, ben al di sotto del 3,2% registrato nel 2022 e della media nazionale. Questo è quanto emerge dal rapporto annuale della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia. «L’economia calabrese ha subito un rallentamento dopo il biennio di forte recupero successivo alla crisi pandemica», si legge nel report. La perdita di potere d’acquisto delle famiglie e le difficoltà di accesso al credito hanno contribuito a questo quadro macroeconomico incerto. Sebbene si preveda che la forte riduzione dell’inflazione a fine 2023 possa migliorare la situazione, persistono rischi legati alle tensioni geopolitiche globali.

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Costruzioni in crescita, difficoltà per industria e agricoltura

Il settore delle costruzioni è stato uno dei pochi a registrare una crescita positiva, mentre l’industria e l’agricoltura hanno sofferto una contrazione della produzione, anche a causa di fenomeni climatici avversi. La crescita del fatturato delle imprese è stata modesta, con una dinamica del terziario particolarmente debole.

Aumenta l’occupazione, ma il divario con il resto d’Italia resta ampio

Nonostante la crescita economica limitata, l’occupazione in Calabria è aumentata dell’1,9%, con un incremento significativo di contratti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 44,6%, avvicinandosi ai livelli pre-pandemia, ma rimane 17 punti percentuali sotto la media nazionale. Nel settore privato, sono stati creati circa 11mila nuovi posti di lavoro, con un incremento nel settore dei servizi. Tuttavia, l’aumento del reddito nominale delle famiglie è stato eroso dall’inflazione, che ha limitato la ripresa dei consumi.

Imprenditorialità limitata e flussi migratori in uscita

Il rapporto evidenzia anche le difficoltà strutturali della regione nel favorire l’imprenditorialità. Molti calabresi, in particolare i laureati tra i 25 e i 39 anni, emigrano per avviare attività imprenditoriali altrove. Tra il 2014 e il 2019, in Calabria sono nate circa 400 imprese ad alta crescita, un numero nettamente inferiore alla media nazionale e meridionale. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle province di Catanzaro e Vibo Valentia, che mostrano una maggiore densità di imprese per abitante rispetto ad altre aree della regione.

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