Gio. Lug 18th, 2024

Tre “no” del Tribunale della libertà di Reggio Calabria all’impianto accusatorio di “Hybris”, l’inchiesta della Procura antimafia e dei Carabinieri che ha colpito la potente ’ndrina Piromalli di Gioia Tauro. I Giudici del riesame hanno annullato l’ordinanza cautelare nei confronti del finanziere Salvo Tosto, di Arcangelo Piromalli detto “Angelo” e Cosimo Romagnosi. Il Tdl reggino ha accolto la tesi sostenuta dagli avvocati Glenda Prochilo e Mimmo Infantino a favore della posizione del finanziere gravemente indiziato del reato di rivelazione di segreti d’ufficio aggravato dalla circostanza di aver agito al fine di agevolare lo cosca Piromalli. Un’accusa pesante che gli era costata gli arresti domiciliari. Nello specifico a Tosto venivano contestate tre conversazioni intercettate nel gennaio 2021, e l’espediente di aver utilizzato la moglie come messaggero, per informare l’indagato Cosimo Romagnosi in merito all’indagine in corso nei suoi confronti. I difensori sono riusciti a chiarire l’equivoco dimostrando «non solo che Tosto non conoscesse e non potesse affatto conoscere l’esistenza di un’indagine a carico di Romagnosi, ma anche che nelle stesse parole riferite dalla moglie al giovane Romagnosi non potesse affatto ravvisarsi l’ipotesi di una qualsivoglia informazione». Gli avvocati Prochilo e Infantino, mediante una dettagliata ricostruzione delle conversazioni intercettate, hanno sostenuto che «lungi dal rivelare l’esistenza di una indagine, la signora Paolillo (moglie di Salvo Tosto) si è solo limitata ad ammonire il Romagnosi, raccomandandogli di non intraprendere le vie del malaffare e di non frequentare delinquenti o persone controindicate».
Annullata anche l’ordinanza a carico di Arcangelo Piromalli, difeso dagli avvocati Domenico Putrino ed Antonino Lupini. Piromalli era gravato dall’accusa di aver ricoperto un ruolo organizzativo nella cosca con compiti operativi nella gestione delle estorsioni, con poteri di “rappresentanza” della cosca Piromalli nei rapporti con i vertici della ndrangheta di Rosarno. Il terzo annullamento riguarda la posizione di Cosimo Romagnosi (difeso dall’avvocato Domenico Putrino) accusato fare parte «del direttorio della famiglia Piromalli, con ampi poteri decisionali e di collettore delle tangenti». Anche lui scarcerato.

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