Lun. Lug 15th, 2024

Mentre i contrari all’opera si riuniscono a porte chiuse, il consenso elettorale premia i favorevoli

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A Reggio Calabria, il recente Consiglio Comunale aperto sul Ponte sullo Stretto ha acceso i riflettori su un dibattito intenso e controverso. In una città che attraversa una fase di declino e apatia, un evento ordinario come un Consiglio Comunale aperto è diventato un’occasione straordinaria per la democrazia. Tuttavia, il confronto è stato segnato da un’evidente spaccatura tra le posizioni politiche, con un dibattito spesso ridotto a retorica e frasi fatte.

In contrapposizione alla situazione di Messina, dove il dibattito sul Ponte ha visto la partecipazione di esperti internazionali e rappresentanti di tutte le posizioni, a Reggio Calabria l’assemblea comunale è apparsa debole e tardiva. Il Consiglio, infatti, è stato caratterizzato da interventi prevedibili e poco costruttivi, senza reali contributi al merito della questione.

La polemica non si è fermata qui: l’assenza della Lega e di Forza Italia, partiti storicamente favorevoli al Ponte, ha ulteriormente alimentato le tensioni. La loro scelta di disertare l’assemblea è stata giustificata dalla mancanza di obiettivi concreti e dall’urgenza di affrontare problemi più pressanti per la città.

Nonostante il rumore e le proteste dei contrari all’opera, i recenti risultati elettorali parlano chiaro: il 55% dei reggini ha votato per partiti pro Ponte, contro il 35% che ha sostenuto i partiti contrari. Questo dato evidenzia una volontà popolare che, al di là delle manifestazioni e dei dibattiti interni, mostra un chiaro favore per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

La situazione di Reggio Calabria mette in luce le difficoltà di una città in crisi, dove anche un semplice Consiglio Comunale aperto può diventare un evento simbolico e rivelatore delle profonde divisioni politiche e sociali esistenti.

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