Ven. Lug 12th, 2024

L’emendamento che avrebbe potuto cambiare le prospettive di migliaia di insegnanti neoassunti, bloccati dal vincolo triennale, ha suscitato tensioni e speranze, per poi infrangersi contro il muro dell’opposizione della Commissione Europea. Si trattava di un’opportunità per quegli insegnanti che, accettando incarichi a chilometri di distanza da casa, si erano visti impossibilitati, per tre anni, di avvicinarsi alla propria regione d’origine.

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L’emendamento, proposto dalla Lega, avrebbe consentito la revoca di questo vincolo triennale, aprendo la possibilità agli insegnanti di tornare nella propria regione. Una proposta che avrebbe avuto un impatto significativo soprattutto nelle regioni meridionali, tra cui la Calabria, dove la carenza di insegnanti è un problema critico.

Nonostante l’approvazione ministeriale e l’impegno del Ministero dell’Istruzione e del Merito, la Commissione Europea ha respinto la deroga, configurando un rischio per la quinta rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il tentativo di ottenere una deroga è stato respinto, e la Lega si è trovata in contrasto con Fratelli d’Italia, all’interno della maggioranza di governo, su come procedere.

Mentre alcuni esponenti della Lega proponevano di forzare l’approvazione, il Ministro per le Politiche Europee, Raffaele Fitto, ha sottolineato la necessità di evitare scontri con l’Europa. La situazione è stata resa ancora più complessa dall’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, che proponeva una modifica al vincolo triennale, ma fissandone l’applicazione al 2024/2025.

Il deputato leghista Rossano Sasso, primo firmatario dell’emendamento respinto, ha espresso il proprio rammarico per l’opposizione della Commissione Europea, sottolineando il potenziale beneficio per migliaia di docenti. Nonostante il respingimento dell’emendamento, si auspica che il contenuto possa essere recepito durante le contrattazioni con i sindacati.

Questa vicenda mette in evidenza le sfide e le complessità delle relazioni tra l’Italia e l’Unione Europea, oltre alle tensioni politiche interne alla maggioranza di governo. Resta da vedere come la questione verrà affrontata nel futuro prossimo, soprattutto considerando il peso che potrebbe avere nelle elezioni europee a giugno.

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