Sab. Lug 13th, 2024

Domani Succurro ci riprova, con focus su autonomie e fusioni

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La prima giornata dell’assemblea Anci Calabria a Lorica non ha brillato per partecipazione: pochi i sindaci presenti e assenti quelli delle grandi città. Nonostante i tentativi di dare risalto all’evento, la partecipazione è stata scarsa, con solo qualche decina di sindaci sui circa 400 municipi calabresi rappresentati. Alcuni esponenti hanno sottolineato come l’iniziativa sia stata organizzata senza discussione interna o condivisione dell’ordine del giorno, apparendo più come una kermesse tematica che una riunione operativa.

L’assenza dei sindaci delle grandi città, tutte in mano al centrosinistra, era prevedibile. Solo il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha partecipato da remoto per un panel sulla transizione ecologica. Anche il mondo dei sindaci forzisti ha disertato l’evento: mancavano, tra gli altri, i neo sindaci di Gioia Tauro, Montalto Uffugo e Mendicino. Assenti anche i consiglieri regionali e i parlamentari, nonostante l’importanza regionale dell’evento. Lo stesso governatore Roberto Occhiuto è intervenuto solo da remoto, impegnato in colloqui con il CEO di Ryanair per promuovere il turismo.

Nel suo intervento, Occhiuto ha parlato delle riforme su acqua e rifiuti attraverso l’Arrical, gestita da un commissario senza coinvolgimento dei sindaci. Inoltre, ha evidenziato le difficoltà amministrative in Calabria, legate non solo alla criminalità organizzata, ma anche alla scarsa capacità fiscale e alle difficoltà di riscossione dei Comuni, temi cruciali per l’autonomia differenziata.

La presidente dell’Anci Calabria, Rosaria Succurro, ha promesso di affrontare questi temi nella seconda giornata, con un focus sulle autonomie differenziate e sulle fusioni comunali. Molti sindaci contestano la riforma delle fusioni, percepita come imposta dall’alto senza adeguata programmazione e coinvolgimento dei Comuni.

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha dichiarato che le soluzioni sono due: contribuire alla raccolta firme per il referendum abrogativo, coinvolgendo anche Occhiuto, o fare ricorso alla Corte Costituzionale. Resta da vedere se domani ci sarà una maggiore partecipazione e se l’assemblea riuscirà a prendere una posizione unitaria su questi temi cruciali.

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