Gio. Lug 18th, 2024

Il titolare della Zen Yacht dopo il rinvio a giudizio per la morte di Filandro

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Rompe il silenzio e lo fa in modo fragoroso l’imprenditore Antonio Zito, titolare dell’azienda “Zen Yatch” con la quale l’Autorità di Sistema Portuale gioiese ha avuto un’annosa vicenda giudiziaria per la revoca delle concessioni dopo la morte del giovane Agostino Filandro, ucciso dal braccio di una gru obsoleta nella disponibilità della ditta “Modulus” che, il 21 giugno del 2019, gli è crollato improvvisamente addosso mentre si trovava a bordo di un’imbarcazione pronta per l’alaggio nello specchio d’acqua antistante la banchina di ponente del porto di Gioia Tauro.
A far scattare lo sdegno di Zito, come rimarcato in una nota, le dichiarazioni a caldo del presidente dell’Authority, Andrea Agostinelli, che per questo tragico incidente è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo dal Gup del Tribunale di Palmi, Federica Giovinazzo, insieme al responsabile del settore “Vigilan –
za e sicurezza” dell’ente Mario Piromalli, all’amministratore unico della “Gioia Tauro Port Security” Marcello Filocamo e a due guardie particolari giurate in servizio al gate d’ingresso dello scalo.
L’ammiraglio livornese, dopo aver esternato “sconcerto ” per il provvedimento del giudice, aveva tirato
in ballo l’azienda ricordando la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dell’AdSP ribaltando la pronuncia con cui il Tar di Reggio Calabria la scorsa estate aveva annullato la revoca della concessione di Zen.
«Se c’è qualcosa di cui essere sconcertati –ha rimarcato Zito –è questa sentenza del Consiglio di Stato e non il “giusto”rinvio a giudizio di Agostinelli, e che un uomo delle istituzioni esprima “sconcerto ” per il fatto che la magistratura stia compiendo il proprio dovere e voglia accertare le responsabilità di tutti i soggetti che avrebbero potuto e dovuto porre in essere le azioni necessarie affinché fosse evitato l’incidente che ha stroncato la vita di un giovane».
Per Zito, «la grande anomalia che crea sconcerto in tutta questa vicenda – continua – è proprio la citata sentenza del Consiglio di Stato e non il fatto che magistrati indipendenti appartenenti al Tar di Reggio Calabria abbiano svolto il loro dovere giudicando sulla base dei fatti (ricorderà Agostinelli le affermazioni che ha fatto dopo la sentenza del Tar); oppure che altri magistrati indipendenti della Procura di Palmi stiano svolgendo il proprio dovere e, sulla base dei fatti, abbiano provveduto al rinvio a giudizio di coloro i quali potrebbero avere delle responsabilità in merito al tragico evento. Perciò – conclude – anziché sconcertarsi per il fatto che la giustizia stia facendo il suo corso, Agostinelli dovrebbe dimostrare un minimo di onestà intellettuale e rassegnare le dimissioni dato che l’ente che egli presiede si è dimostrato incapace di garantire il rispetto delle regole».

fonte gazzetta del sud

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