Lun. Lug 22nd, 2024

Indagini, sequestri e proposte di schermatura: la lotta contro la comunicazione illecita dietro le sbarre

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Il penitenziario “Sergio Cosmai” è diventato teatro di una scoperta inquietante: il traffico illecito di telefoni cellulari introdotti da parenti di detenuti, con il consenso di Valentina Putignano, compagna di uno dei carcerati. Questo non è che l’inizio di una vasta indagine del Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria, che ha portato all’incriminazione di 60 persone, inclusi detenuti e complici esterni.

Le indagini hanno rivelato una rete intricata di traffico di telefoni, con numerosi episodi di comunicazione illecita tra detenuti e l’esterno, rendendo evidente la serietà del problema di sicurezza nelle carceri calabresi. A Corigliano Rossano, recentemente, sono stati sequestrati 130 cellulari in un solo blitz, accompagnati da coltelli e droga. Questi eventi hanno catalizzato ulteriori indagini mirate, ancora senza risposte definitive sulle responsabilità e sulle conseguenze di tali attività illecite.

Il caso più clamoroso è avvenuto pochi giorni dopo un sequestro massiccio di telefoni, quando un detenuto è stato sorpreso a conversare al telefono come se fosse nella privacy del proprio salotto domestico. Questo evidenzia una grave lacuna nella sicurezza delle strutture penitenziarie, esacerbata dall’inefficacia delle misure attuali per prevenire l’ingresso di dispositivi illegali.

L’incapacità di scoraggiare efficacemente l’uso di cellulari nelle carceri ha sollevato la questione della necessità urgente di schermare le strutture, un passo già supportato da esperti come Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone. Entrambi sottolineano l’importanza di investire in sistemi di schermatura avanzati per garantire che i telefoni non possano essere utilizzati all’interno delle celle.

Il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria ha già avviato corsi per formare il personale nell’uso di droni, sospettati di essere coinvolti nel contrabbando di armi e telefoni nelle carceri italiane. Questo sviluppo riflette una crescente complessità nel controllo della sicurezza penitenziaria, spingendo verso soluzioni innovative per affrontare il problema.

Mentre il dibattito continua su come affrontare questa sfida, è chiaro che il status quo è insostenibile. È necessario un intervento immediato e coordinato da parte del Ministero della Giustizia e del Governo per implementare efficacemente le soluzioni proposte e proteggere la sicurezza sia del personale penitenziario che dei detenuti.

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