Mer. Lug 17th, 2024

Le Rivelazioni di un Collaboratore di Giustizia nel Maxiprocesso “Rinascita Scott”

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Un summit decisivo nel cimitero ha segnato un’epoca per il clan Lo Bianco-Barba e il gruppo Pardea “Ranisi”, con la creazione del “Buon ordine” una decina di anni fa. Il capo designato Vincenzo Barba aveva invitato i Pugliese “Cassarola”, ma questi non si erano presentati, anticipando un futuro di divisioni. Nel 2016, il gruppo Pardea si sarebbe distaccato nuovamente dal clan, secondo quanto ricostruito dal collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena nel contesto del maxiprocesso “Rinascita Scott”.

Le motivazioni della sentenza che ha condannato Paolino Lo Bianco a 30 anni di carcere, lo identificano come uno degli elementi chiave del clan, con funzioni decisionali condivise con Carmelo Lo Bianco, Vincenzo Barba (condannato a 28 anni) e Filippo Catania (22 anni), che ha preso il posto di Antonio Macrì (20 anni e 10 mesi) come “contabile”.

Questo assetto sarebbe perdurato fino almeno al 2019, anno in cui Bartolomeo Arena ha iniziato la sua collaborazione con la giustizia. Dopo un periodo di inattività, Paolino Lo Bianco sarebbe tornato attivamente nel clan, specialmente dopo la fine della sorveglianza speciale che lo riguardava.

La successione di Paolino come “capo” dei Lo Bianco è stata confermata da Michele Camillò ed Emanuele Mancuso, segnando un nuovo capitolo nella storia del potere criminale nel Vibonese.

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