Lun. Lug 15th, 2024

“Facio”, al secolo Dante Castellucci, fu un valoroso comandante partigiano calabrese crudelmente giustiziato all’alba del 22 luglio 1944 dai suoi compagni di lotta. Della sua storia, raccontata dal libro di Pino Ippolito Arminio “Indagine sulla morte di un partigiano”, se ne parlerà giovedì 30 marzo, alle ore 18:30, presso lo Spazio Open di via Filippini 25, grazie alla sezione reggina ANPI “Ruggero Condò”, promotrice della presentazione del volume. 

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Castellucci, che per il proprio nome di battaglia “Facio” si ispirò all’omonimo brigante calabrese che combattè contro i Borboni prima e i piemontesi dopo opponendosi a soprusi e violenze, aveva appena ventiquattro anni quando fu ucciso, ma riuscì comunque a dare un grande contributo alla Resistenza.

Infatti, “Facio”, dopo che ebbe partecipato al secondo conflitto mondiale sulle Alpi e lungo il Don, disertò scegliendo di combattere per la libertà e divenne inizialmente braccio destro di Aldo Cervi, primo degli eroici sette fratelli trucidati dai fascisti, poi comandante del battaglione Guido Picelli della Brigata Garibaldi parmense, in cui si distinse per straordinari carisma e capacità operative, rivelandosi protagonista di ardimentose azioni militari sull’Appennino tosco-emiliano, che ne fanno ancora oggi un autentico eroe presso le comunità della Lunigiana e dell’alta Valle del Taro e del Parma.

La morte di “Facio”, combattente anomalo, coraggioso e appassionato, è avvolta dal mistero. Infatti, a giustiziarlo non furono i nazifascisti, ma i suoi stessi compagni di lotta, dopo un processo-farsa alla cui sentenza nessuno ha mai creduto.

Arminio ha riportato alla luce questa vicenda attraverso un’intensa e rigorosa ricostruzione storica, dimostrando che è possibile indagare nelle pieghe più controverse della Resistenza, accettandone le zone d’ombra senza intaccare l’alto significato della gloriosa lotta di Liberazione. E consegna un resoconto accurato e solido sulla vita e gli ideali di un grande resistente e sui motivi che possono aver portato al tragico epilogo.

Allo Spazio Open, insieme all’autore, interverranno i giornalisti Anna Foti e Simone Carullo e il vice presidente della “Condò” Diego Cilio.

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