Gio. Lug 18th, 2024

Gerace Marina, 1924 – La nascita di un sogno industriale

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Nel cuore della Calabria, nel piccolo agglomerato di Gerace Marina, oggi Locri, la nascita delle Officine Meccaniche Calabresi (OMC) nel 1924 rappresentò un baluardo di speranza e innovazione. Fondata dall’ingegnere Vincenzo Bruzzese, un giovane visionario della Diatto di origini grotteresi, l’azienda mirava a trasformare l’economia locale, tradizionalmente dominata dal latifondismo agrario.

La scelta di Bruzzese di ritornare nella sua terra natia per impiantare un’attività industriale tecnologicamente avanzata trovò terreno fertile grazie anche alla realizzazione della ferrovia Jonica e alla fondazione della Banca Popolare del Circondario di Gerace. Entusiasta del fervore tecnologico del nord Italia, Bruzzese portò in Calabria operai metalmeccanici torinesi, dando vita a una produzione locale di bulloneria.

Anni ’20 – L’ascesa di un’industria innovativa

La qualità dei prodotti OMC attirò rapidamente importanti commesse, anche da aziende estere. Alla fine degli anni ’20, l’azienda vinse l’appalto per fornire bulloni e perni per il celebre transatlantico Rex, consolidando la sua reputazione di eccellenza. Nel 1930, con 200 dipendenti, la fabbrica non solo rappresentava un centro produttivo ma anche un modello di progresso sociale, con spazi dedicati al dopolavoro e una sorprendente inclusione di lavoratrici donne.

1931 – Il debutto nel mondo delle motociclette

Deciso a espandere ulteriormente l’orizzonte produttivo, Bruzzese lanciò la OMC 175 nel 1931. La motocicletta fu subito apprezzata per il suo ottimo rapporto qualità-prezzo, venduta in tutta Italia e divenuta simbolo di innovazione. Nel 1932, dodici moto OMC aprirono la sfilata dei centauri su via dell’Impero, durante le celebrazioni per il decennale della Marcia su Roma.

Progetti ambiziosi e successi istituzionali

Nel pieno del suo successo, la OMC ricevette il riconoscimento come “Azienda ausiliaria dello Stato”, con autorizzazione a fornire materiali agli arsenali della Marina di Taranto e al Ministero delle Comunicazioni per le ferrovie. Bruzzese lavorava a progetti ambiziosi, come motori da 250 e 500 cm³, un velivolo a decollo verticale e un motore stellare per aeroplani, approvati dal Ministero dell’Aeronautica con un finanziamento di 20 milioni di lire.

1933 – L’improvviso crollo

Nonostante i successi, nel 1933 l’imprenditore fu coinvolto in una controversia legale per un ammanco di 6 milioni di lire che portò al fallimento della Banca Popolare di Gerace. Arrestato e condannato, Bruzzese vide il fallimento della OMC decretato in poche settimane. Gli operai, nonostante la loro resistenza, non poterono impedire la chiusura dell’azienda nel 1934. Il curatore fallimentare, ingegner Franco, smembrò l’azienda, vendette i macchinari e licenziò le maestranze, segnando la fine di un sogno industriale durato un decennio.

1961 – La rinascita del nome OMC

Quasi trent’anni dopo, nel 1961, il nome OMC fu ripreso dalla Finmeccanica per una nuova azienda a Reggio Calabria, dedicata alla produzione di materiale rotabile, lasciando un’eredità di innovazione e progresso nel ricordo delle Officine Meccaniche Calabresi.

Così si concluse la breve ma intensa avventura della OMC, un’azienda che, seppur per un breve periodo, riuscì a trasformare la realtà economica e sociale della Calabria, lasciando un segno indelebile nella storia industriale italiana.

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