Lun. Lug 15th, 2024

Le rivelazioni di Beniamino Fazio, Capocentro della Dia di Catanzaro, sulla penetrazione della criminalità organizzata nelle logge massoniche deviate e l’allarme sulla sottovalutazione del fenomeno.

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In un’intervista recente, Beniamino Fazio, capocentro della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Catanzaro, ha rivelato preoccupanti dettagli sull’infiltrazione della ‘ndrangheta nelle logge massoniche deviate, rendendo l’organizzazione criminale calabrese ancora più pericolosa e difficile da combattere. Queste dichiarazioni sono emerse durante la presentazione della relazione sulla situazione della criminalità organizzata nel Distretto giudiziario di Catanzaro, tenutasi all’Università della Calabria.

“La ‘ndrangheta presenta due facce”, ha spiegato Fazio. “Una arcaica, organizzata gerarchicamente, e una moderna, che è riuscita a introdursi nelle logge massoniche deviate, diventando così invisibile.” Questo doppio volto dell’organizzazione permette alla ‘ndrangheta di operare sotto traccia, infiltrandosi nel tessuto economico e sociale della regione senza destare sospetti immediati.

Fazio ha sottolineato che, nonostante la diminuzione del numero di omicidi, la pericolosità della ‘ndrangheta non è affatto diminuita. “Il dato significativo è la ridotta risposta della società civile”, ha detto. “La ‘ndrangheta è pericolosa perché c’è una sistematica sottovalutazione della sua forza a livello di opinione pubblica.” Gli omicidi sono solo una manifestazione visibile delle lotte interne tra cosche, mentre la vera minaccia risiede nella capacità dell’organizzazione di infiltrarsi silenziosamente in vari settori economici e sociali.

Uno dei metodi principali utilizzati dalla ‘ndrangheta per riciclare denaro è l’acquisto di beni di lusso e l’avvio di attività in settori come la ristorazione e gli autolavaggi. Inoltre, l’organizzazione è particolarmente interessata ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), nonché ai finanziamenti per eventi importanti come il Giubileo del 2025, le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026 a Milano e il progetto del Ponte sullo Stretto.

“È chiaro che dove ci sono i soldi c’è la criminalità organizzata”, ha detto Fazio, evidenziando gli interventi del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per potenziare i gruppi interforze nelle Prefetture, costituiti da Guardia di Finanza, polizia, carabinieri e Dia, per monitorare le imprese che potrebbero beneficiare illecitamente di questi fondi. Tuttavia, Fazio ha avvertito che la lotta alla ‘ndrangheta non può essere delegata solo alle forze dell’ordine e alla magistratura: “Ci vuole un atteggiamento più consapevole da parte di tutti i cittadini, da veicolare attraverso gli organi d’informazione, la scuola e le università, per rendere i cittadini ancora più consapevoli della gravità del fenomeno criminale.”

La relazione della Dia conferma che la principale fonte di finanziamento della ‘ndrangheta rimane il traffico di droga, con il porto di Gioia Tauro come punto nevralgico per l’ingresso di grandi quantitativi di stupefacenti. “Il narcotraffico è la prima forma di guadagno che consente alla ‘ndrangheta di investire poi questi soldi nelle più disparate attività economiche”, ha spiegato Fazio.

Infine, Fazio ha menzionato i recenti sforzi per prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti per l’ammodernamento della statale 106 ionica. “C’è una collaborazione attiva da parte della società civile e delle forze dell’ordine. Le Prefetture sono molto attente a quello che sta succedendo nei vari cantieri e stanno puntualmente respingendo ogni tentativo di infiltrazione mafiosa. Da qui la mia convinzione che l’opera sarà consegnata nei tempi previsti”, ha concluso Fazio, lanciando un messaggio di speranza e determinazione nella lotta contro la criminalità organizzata.

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