Ven. Lug 12th, 2024

L’autonomia differenziata è legge: un passo significativo verso una nuova organizzazione territoriale

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L’autonomia differenziata delle Regioni è finalmente diventata legge. Dopo un percorso intenso che ha visto l’approvazione al Senato e una maratona notturna alla Camera dei Deputati, il disegno di legge ha ottenuto il secondo e definitivo via libera. Con 172 voti favorevoli, 99 contrari e un astenuto, l’Aula di Montecitorio ha confermato il provvedimento. Ma quali sono i dettagli di questa nuova normativa?

Il disegno di legge, noto anche come ddl Calderoli, si compone di 11 articoli che stabiliscono le procedure per l’applicazione dell’autonomia differenziata prevista dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione. Questo include la definizione delle intese tra lo Stato centrale e le Regioni interessate, che possono richiedere autonomia in ambiti specifici come salute, istruzione, ambiente, e altri ancora.

Uno degli elementi cruciali è l’iniziativa delle Regioni stesse, che devono avviare il processo di richiesta di autonomia in collaborazione con gli enti locali, seguendo le modalità previste dal proprio statuto. Il negoziato tra governo centrale e Regioni è fondamentale per definire gli accordi preliminari.

Inoltre, la legge specifica 23 materie su cui le Regioni possono chiedere autonomia, inclusi i Livelli essenziali di prestazione (LEP) che determinano il livello minimo di servizio da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale. La concessione dell’autonomia è subordinata alla determinazione dei LEP, che a loro volta influenzano il finanziamento disponibile.

Un aspetto chiave del ddl è la creazione di una cabina di regia composta dai ministri competenti, supportata da una segreteria tecnica, per monitorare l’attuazione della riforma e coordinare le funzioni amministrative tra Stato e Regioni.

Nonostante l’approvazione, il processo legislativo è stato caratterizzato da discussioni intense e da alcuni ordini del giorno che hanno modificato il testo iniziale. Questi punti di tensione evidenziano come la questione dell’autonomia differenziata sia stata oggetto di controversie politiche significative, con posizioni divergenti anche all’interno delle stesse forze politiche.

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, ha espresso preoccupazioni sul processo di approvazione del ddl, evidenziando possibili criticità e contrasti interni al centrodestra. La sua posizione riflette un dibattito più ampio sull’impatto e sulla gestione dell’autonomia differenziata, soprattutto nelle regioni meridionali.

In conclusione, se da un lato l’approvazione della legge rappresenta un passo avanti verso una maggiore autonomia regionale, dall’altro suscita interrogativi e richiede un’attenta implementazione per garantire equità e coesione nazionale.

Nota di Occhiuto: errore del centrodestra, FI Calabria non ha votato ddl

Roberto Occhiuto ha sottolineato l’importanza di un dibattito più approfondito e sereno sull’autonomia differenziata, criticando il metodo di votazione accelerato che potrebbe aver limitato ulteriori miglioramenti al provvedimento.

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