Gio. Lug 18th, 2024

Nel 2010 il Presidente emerito venne a Reggio Calabria per partecipare alla giornata della legalità

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha firmato una disposizione che prevede bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici, funerali di Stato e lutto nazionale per la scomparsa di Giorgio Napolitano. La Camera ardente per il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano sarà allestita a Palazzo Madama, come annunciato da Ignazio La Russa.

L’ex Presidente della Repubblica si è spento ieri sera all’età di 98 anni. Giorgio Napolitano è stato l’undicesimo Capo dello Stato, l’unico ad aver visto riconosciuto il titolo onorifico di presidente emerito e l’unico ad essere stato eletto per due mandati consecutivi, rimandendo in carica dal 2006 al 2015.

Il Quirinale è il coronamento di una carriera politica che lo ha portato a ricoprire le più importanti cariche istituzionali. Europarlamentare, Presidente della camera, ministro degli interni, è la prima volta un ex comunista al vertice del Viminale.

Meridionalista attento ed appassionato, Giorgio Napolitano nel 2009, all’apertura dell’anno accademico dell’Università della Calabria, denunciò con forza la caduta di interesse della politica nei confronti del meridione.

Europeista convinto, rappresentante della corrente migliorista in un Pci che stava avviando la sua transizione politica, Giorgio Napolitano durante la sua carriera politica venne anche Reggio Calabria nel 2010, l’anno che si aprì in riva allo Stretto con la bomba esplosa, nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2010, davanti alla Procura generale della Corte d’Appello e registrò la violenta protesta dei migranti nella piana di Gioia Tauro.

In quel contesto, ebbe luogo la celebrazione della Giornata della legalità “Insieme per non dimenticare”, promossa dalle Consulte provinciali degli studenti della Calabria che si svolse presso l’aula magna del liceo artistico statale “Mattia Preti”. Era il giorno successivo al 75° compleanno del giudice Antonino Scopelliti, ucciso dalla mafia nel reggino nell’agosto del 1991.

“La Calabria – disse Napolitano in quell’occasione – è una regione difficile per tanti aspetti sfortunata che deve dare di più, che deve mobilitarsi di più. È una società che deve esprimere le sue energie, la sua capacità di reazione e di risposta, più di quanto non abbia fatto finora; ma è una regione che non possiamo abbandonare, appunto, al pregiudizio e alla calunnia”.

In quell’occasione le forze dell’ordine, lungo il tragitto che percorse il presidente Napolitano per spostarsi dall’aeroporto “Tito Minniti” al centro della città, trovano una Fiat Marea rubata, con due fucili, due pistole, due ordigni rudimentali, una tanica di benzina e tre passamontagna.

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