Gio. Lug 18th, 2024

In quanto braccio economico-imprenditoriale della cosca Piromalli l’imprenditore metteva a disposizione le proprie imprese per riciclare proventi illeciti

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Bombardieri, stanno eseguendo un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. Questo provvedimento dispone la confisca di beni, per un valore complessivo di circa 11,5 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore di Gioia Tauro attivo nel settore della raccolta e gestione dei rifiuti.

L’imprenditore era emerso nell’operazione “MALAPIGNA” condotta dai Carabinieri del N.I.P.A.A.F. di Reggio Calabria, durante la quale è stato identificato come capo, promotore e organizzatore della cosca “PIROMALLI”. Con il tempo, egli sarebbe diventato il finanziatore e il braccio economico della cosca.

Le indagini hanno rivelato che l’imprenditore era stabilmente inserito nel sodalizio criminale almeno dagli anni ’90, inizialmente come semplice partecipe per poi assumere un ruolo verticistico. In questo ruolo, operava principalmente nel settore dello smaltimento di rifiuti ferrosi e metallici, mantenendo rapporti illeciti con esponenti di altre organizzazioni mafiose.

Come braccio economico della cosca, l’imprenditore metteva a disposizione le sue imprese per consentire alla ‘ndrangheta di riciclare proventi illeciti. In virtù di queste attività, la Direzione Distrettuale Antimafia ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere indagini economico-patrimoniali. Queste indagini hanno portato alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali dell’imprenditore nel corso di un ventennio, rilevando un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e presumibilmente frutto di attività illecite.

A seguito di queste indagini, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto nel febbraio 2022 il sequestro dei beni dell’imprenditore. Successivamente, riconoscendo la validità delle indagini e dei riscontri documentali, ha disposto la confisca del patrimonio sequestrato. Questo include tre società e una ditta individuale operanti nei settori dello smaltimento di rifiuti metallici e delle costruzioni, 37 tra autoveicoli e automezzi, tre terreni, quattro fabbricati, 27 orologi di lusso, vari gioielli e oggetti preziosi, circa 75 mila euro in contanti e numerosi rapporti bancari e finanziari.

Inoltre, l’autorità giudiziaria ha sottoposto l’imprenditore alla misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza per quattro anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Questa operazione testimonia l’elevata attenzione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, che continua a individuare e aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni mafiose. L’obiettivo è arginare l’inquinamento del mercato, favorire la libera concorrenza e tutelare la legalità e la sicurezza pubblica.

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