Gio. Mag 6th, 2021

PARMA (ITALPRESS) – Una delegazione della Figc ha visitato l’Ospedale Maggiore di Parma alla presenza del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, per rendere omaggio ai dottori, ai medici e agli infermieri impegnati duramente da più di un anno nella lotta contro il Covid. Il numero uno della Federcalcio, Gabriele Gravina, che ha consegnato tre maglie della Nazionale al direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma, Massimo Fabi, a Bonaccini e al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ha voluto dare il suo sostegno a chi si è speso per combattere la pandemia. “La visita all’Ospedale Maggiore è come se fosse il secondo tempo della partita di ieri. E’ una testimonianza di sensibilità e riconoscenza verso un gruppo di operatori della sanità che sono stati in prima linea per oltre un anno, il calcio deve essere grato a queste persone. Abbiamo già consegnato lo scudetto del cuore, quando nel passato campionato si discuteva in merito all’assegnazione del titolo avevamo deciso con la Federazione che lo scudetto doveva essere attribuito ai medici, agli operatori sanitari e a tutti coloro che hanno permesso all’Italia di andare avanti”. Tornando al calcio giocato c’è da celebrare il successo di ieri sera al Tardini sull’Irlanda del Nord, che ha inaugurato il cammino di qualificazione ai Mondiali del 2022 in Qatar.
“E’ un buon inizio, era molto importante partire con il piede giusto – dice il numero 1 del calcio italiano -. Quello della valorizzazione dei giovani è un progetto molto valido che rispecchia quanto ci eravamo prefissi nel momento in cui dovevamo dimenticare l’eliminazione con la Svezia nel 2017. Volevamo raccontare agli italiani una nuova storia che comincia a funzionare e piace, dobbiamo continuare su questa strada perchè ora l’entusiasmo cresce e va coltivato. Quello che conta nella nostra impostazione strategica è il progetto che porta alla vittoria”. La prossima vittoria fuori dal campo dovranno essere i campionati europei in giugno con il pubblico sugli spalti.
“Sono due anni che operiamo e investiamo sull’organizzazione degli Europei, dobbiamo lavorare insieme perchè Roma difenda l’organizzazione delle tre-quattro partite che dobbiamo ospitare in Italia. Abbiamo dimostrato di poter centrare quest’importante obiettivo che dobbiamo completare con la presenza del pubblico. Siamo convinti che entro il 7 aprile avremo un riscontro a questa nostra esigenza e richiesta che presenteremo alla Uefa che non potrà non tener conto che l’Italia, ancora una volta, ha fatto vedere di essere al passo con i tempi ma, soprattutto, una Federazione che riesce a essere centrale nel mondo dello sport e verso le forze politiche”.
E il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ringrazia la Figc. “Diciamo grazie alla Nazionale, che ancora una volta dimostra attenzione e attaccamento alla nostra terra e, soprattutto, ai suoi straordinari operatori sanitari. E uniamo alla gratitudine per gli azzurri e degli azzurri anche la nostra, felici di essere qui insieme oggi, davanti a un ospedale che rappresenta l’eccellenza italiana in ambito di robotica applicata alla chirurgia. Lo sport è coesione, aggregazione tra le persone nel senso di farle stare insieme perchè si possano condividere successi ma anche sconfitte, lo sport è corretti e sani stili di vita quando c’è una corretta alimentazione e un’attività motoria. Ne abbiamo bisogno tutti”. Insieme alla decisa accelerazione della campagna vaccinale che potrebbe portare risultati positivi già nel breve-medio periodo. “Se le tabelle vengono rispettate come ci è stato garantito ci sarà il salto di qualità perchè si tratta di 50 milioni di dosi nel secondo trimestre, da aprile a giugno, e altre 80 milioni nel terzo, tra luglio e settembre”. “Quel numero, se confermato, è sufficiente a vaccinare tutta la popolazione italiana con doppia dose e addirittura da metà aprile la buona notizia è che dovrebbero arrivare anche le monodosi di Johnson&Johnson – ha aggiunto Bonaccini -. Stiamo già lavorando in Emilia Romagna per implementare la campagna vaccinale, completare il prima possibile le persone più anziane e contemporaneamente le categorie professionali oggi in cima alla lista. Abbiamo già aperto da alcuni giorni le vaccinazioni dai 75 ai 79 anni, presto vogliamo aprire le agende di prenotazione per 70-74 anni e cercare di fare le cose al meglio. Purtroppo finora non è mancata l’organizzazione ma solo i vaccini. Siamo stata la prima regione che ha firmato per l’arrivo degli specializzandi perchè abbiamo bisogno di persone preparate per aumentare la platea di chi vaccina”. Il rapporto stretto e diretto tra governo e regioni sarà fondamentale. “Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, è una sfida che dobbiamo vincere insieme. Il governo ha ragione a pretendere dalle regioni efficienza e organizzazione e le regioni hanno ragione a pretendere che il governo garantisca che gli approvvigionamenti dall’Unione Europea arrivino, con un numero molto più alto di dosi la situazione migliorerà”.
(ITALPRESS).

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