Mer. Apr 21st, 2021

I Negramaro aprono la terza serata del Festival di Sanremo con un omaggio a Lucio Dalla, un’intensa interpretazione di “4 marzo 1943” (nella versione originale, non censurata, del celebre verso “E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino”), a cinquant’anni da quando Lucio lo presentò a Sanremo nel 1971 e nel giorno del compleanno del cantautore bolognese.
Dopo l’esibizione del brano di Dalla, un monologo di Giuliano Sangiorgi sul ruolo della canzone d’autore tra citazioni dello stesso Lucio Dalla (Come è profondo il mare) e Fabrizio De Andrè (Anime salve) che anticipa l’esecuzione di “Meraviglioso”, lo storico brano di Domenico Modugno riportato in vetta alle classifiche dai Negramaro con la loro celebre versione uscita del 2008.
Fiorello ironizza sulle dimissioni del segretario del Pd. “Non è un buon momento per me – dice – non è un monologo comico, sono affranto. Sono affrantissimo, mi ero limitato a due battutine su Zingaretti. E lui si dimette, per due battutine. ‘Mi dimetto perché qui si parla di poltrone’. E di cosa vuoi che si parli Zingaretti? Mi sento in colpa. C’è il Pd, amici del Pd, senza segretario. Il ministro della cultura Franceschini diventa segretario del Pd. Un consiglio per Zingaretti, o ti candidi sindaco di Roma o fai l’opinionista dalla D’Urso».
(ITALPRESS).

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