Gio. Lug 18th, 2024

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha dichiarato decaduto il sindaco di Platì, Rosario Sergi, ribaltando la precedente sentenza assolutoria del Tribunale di Locri, in seguito all’impugnazione dell’Ufficio Territoriale di Governo di Reggio Calabria, guidato dal Prefetto Massimo Mariani. Questo provvedimento è ritenuto ingiustificato e in contrasto con le preoccupazioni della Presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, che ha recentemente lamentato la mancanza di rappresentanza democratica nei territori durante una visita a San Luca.

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Dopo la visita della Presidente della Commissione Antimafia a San Luca, On. Chiara Colosimo, un’altra tegola si abbatte sulla Locride, andando a minare la tenuta democratica dell’intero comprensorio.

Il sindaco di Platì, Dott. Rosario Sergi, viene dichiarato decaduto dalla carica a seguito del pronunciamento della Corte d’Appello di Reggio Calabria, in riforma della sentenza assolutoria di primo grado del Tribunale di Locri. La decisione è avvenuta in seguito all’impugnazione da parte dell’Ufficio Territoriale di Governo di Reggio Calabria, allora retto dal Prefetto Massimo Mariani; ciò ci appare del tutto ingiustificato ed ingiustificabile rispetto all’intervento della Presidente Colosimo, che nell’incontro di ieri ha lamentato la mancanza di rappresentanza democratica dei territori.

Il Consiglio Comunale di Platì, retto dal Dott. Rosario Sergi, eletto a furor di popolo nel 2016 (con un’affluenza di circa l’80% se si escludono gli iscritti all’AIRE), subì dapprima le dimissioni dell’intera minoranza e a distanza di venti mesi dei 2/3 del gruppo di maggioranza, che ne determinarono la decadenza e il successivo commissariamento, a cui seguì l’insediamento della Commissione d’Accesso, nominata dall’attuale Prefetto di Napoli Dott. Michele di Bari, che sfociò nello scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Il Dott. Rosario Sergi, in virtù di tale procedura subiva il provvedimento di incandidabilità, su proposta dell’allora Ministro dell’Interno On. Domenico detto “Marco” Minniti, che già allora apparì iniquo, ingiustificato ed ingiustificabile, più tipico di un regime khomeinista, visto che la grande accusa per Sergi era quella di aver promosso in virtù dell’articolo 21 della Costituzione una manifestazione in dissenso alle parole espresse dallo stesso Ministro in un meeting Internazionale, e le quali fecero indignare anche la compianta Presidente Jole Santelli che si scagliò contro il Ministro.

In seguito alle numerose sollecitazioni intervenute nei due anni di commissariamento dell’Ente, da parte della Gente onesta di Platì, il gruppo “Liberi di Ricominciare- Sergi Sindaco”, si ricandida legittimamente e rivince le elezioni. Ad Agosto ’22, l’Ufficio Territoriale di Governo propone al Consiglio Comunale la decadenza del Sindaco, a ciò segue l’approfondimento legale richiesto dal Consiglio Comunale che rigetta la richiesta del Prefetto. Contemporaneamente, il Prefetto Mariani propone ricorso ex art.70 TUEL presso il Tribunale Civile di Locri, il quale respinge la richiesta del Prefetto con la dicitura “inapplicabilità della Legge Severino, in mancanza di condanne penali”, e perciò il Sindaco e tutta la Giunta rimangono in carica.

L’ufficio territoriale di Governo, rappresentato dall’attuale Prefetto di Palermo, già commissario ordinario del Comune di Platì nel 2011, ritiene di proporre appello, evidenziando con tale atto che il Sindaco non era gradito a rappresentare il Comune. Tant’è che negli anni della sindacatura Sergi è avvenuto un fatto gravissimo, l’incendio del Portone della Casa Comunale, di cui ancora aspettiamo mandanti ed esecutori materiali, che non ha rappresentato un attacco alla Giunta Sergi, bensì a TUTTA la Comunità onesta di Platì e di conseguenza a TUTTO LO STATO ITALIANO, se ancora possiamo considerarci tali.

Orbene, oggi ci ritroviamo questa nuova ordinanza che mina la tenuta democratica del Paese e di tutto il Comprensorio, che ha il solo scopo di bloccare l’azione di rinnovamento socio-economica di Platì.

L’ordinanza verrà impugnata presso la Suprema Corte di Cassazione, e contestualmente si cercherà la sospensiva della sentenza emessa dalla Corte d’Appello. Il Dott. Rosario Sergi ritiene di dover chiudere l’iter processuale che dovrà far luce sulla vicenda, ponendo la vicenda all’attenzione anche della Corte Costituzionale (ove la Suprema Corte lo ritenesse), per ridare speranza nelle Istituzioni ai giovani e a tutta la Comunità platiese. Già da ora il Dott.Sergi si impegna a riproporre la propria candidatura alla prossima tornata elettorale utile, tale da consentire ai Cittadini di esprimersi sul suo operato e quello della Giunta, che dal 2020 si sono impegnati a fare riemergere le potenzialità di Platì, attraverso un costante confronto con il Territorio, le Associazioni e la POLITICA.

Tutte le interlocuzioni con gli Enti sovracomunali hanno prodotto un notevole volume di finanziamenti, che hanno eguali nella Storia repubblicana di Platì, i quali hanno permesso di migliorare le Infrastrutture scolastiche (grazie anche all’intervento del Ministro Valditara e del Presidente Occhiuto), la viabilità, i plessi sportivi, la rete idrica e fognaria; soprattutto è stata attivata la raccolta differenziata, che ha consentito di migliorare il decoro urbano e non avere più cumuli di spazzatura per le strade.

Il Prof. Roberto Romeo dall’alto della sua preparazione politica, sociale e culturale, nonché degno rappresentante della Comunità cirellese, traghetterà il Comune fino alla prossima tornata elettorale. Il Sindaco ripone in lui fiducia e stima ed è sicuro che porterà a termine l’attività amministrativa.

Viva la Repubblica, Viva l’Italia, viva la democrazia, viva il pensiero e le opere di Giuseppe Mazzini, che per la libertà delle proprie idee fu costretto all’esilio da un regime totalitario, che confidiamo la Nostra Amata Italia non debba più subire.

ROSARIO SERGI

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