Sab. Lug 20th, 2024

Il termine del 31 luglio per l’avvio dei lavori è stato ufficialmente archiviato. Il tetto di 14 miliardi è stato superato e sono state autorizzate ulteriori assunzioni. Il progetto verrà approvato a stralci.

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I cantieri per la costruzione del Ponte sullo Stretto non vedranno l’inizio dei lavori nell’estate del 2024, come inizialmente previsto. Nonostante gli sforzi e le dichiarazioni di Matteo Salvini, il progetto procede a rilento. Dopo l’ultima riunione della commissione consiliare al Comune di Messina, che coinvolge esperti e istituzioni, è stato confermato che i lavori non potranno iniziare prima del 2025. Il progetto esecutivo non sarà approvato entro il 31 luglio, contrariamente a quanto promesso dall’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci.

Ritardi e nuove disposizioni nel DL su terre rare

Il Decreto Legge del 20 giugno sulle “materie prime critiche di interesse strategico” include ora anche disposizioni relative al Ponte sullo Stretto. Questo decreto, originariamente focalizzato sull’approvvigionamento sostenibile di materie prime critiche, è stato ampliato per semplificare gli iter autorizzativi dei progetti strategici, come spiegato dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Aumento delle assunzioni e superamento del tetto di spesa

Il nuovo decreto autorizza la società Stretto di Messina ad assumere altre 50 persone oltre alle 100 già previste, aumentando i costi di circa 2 milioni di euro all’anno. Inoltre, il tetto di spesa di 14 miliardi di euro è stato superato. È stata aggiunta una clausola che permette l’aggiornamento dei prezzi delle materie prime in base alle tariffe vigenti, decisione che spetterà a esperti nominati dal ministero delle Infrastrutture.

Progetto “spezzatino” e reazioni politiche

Per affrontare i ritardi nell’approvazione del progetto esecutivo, il decreto sulle materie prime critiche permette di procedere con l’approvazione “a stralci funzionali”, ossia suddividendo il progetto in parti più piccole. Tuttavia, questo metodo solleva preoccupazioni e critiche. Il segretario cittadino del Pd di Villa San Giovanni, Enzo Musolino, ha definito il progetto uno “spezzatino” per aggirare le criticità. Ha sottolineato come il ponte, considerato uno dei progetti più studiati e sicuri, sia ora incluso tra le “materie critiche” di un decreto legge omnibus.

Musolino ha evidenziato il rischio di creare numerosi “ecomostri” attraverso l’approvazione frammentata del progetto. Ha ricordato esempi passati, come l’intubata di Cannitello, definendolo il primo ecomostro del progetto del Ponte.

In sintesi, il futuro del Ponte sullo Stretto rimane incerto, con ritardi significativi e un metodo di approvazione che suscita preoccupazioni e polemiche tra le forze politiche e la società civile.

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