Lun. Lug 15th, 2024

Era il lontano 2014 quando con 260 voti favorevoli su 158 contrari e 7 astenuti , il ddl Delrio viene approvato, ridisegnando in maniera definitiva il sistema delle amministrazioni locali. Nasce così la Città Metropolitana, istituzione speciale per aree speciali del paese, caratterizzate dalla forte integrazione territoriale, economica, sociale e culturale. Una svolta secondo tanti, un problema secondo molti che modificherà l’immagine collettiva degli enti locali, svuotando dapprima le competenze e poi depennando il modo definitivo l’ente provinciale.
Le città metropolitane assumono dunque le fattezze e le funzioni sottratte alle Province, dalla pianificazione territoriale generale, alle reti di servizi, alle infrastrutture, ai servizi pubblici alla viabilità sino allo sviluppo economico.
Un miscuglio di incarichi e mansioni che però alla carta hanno un unico obiettivo, ovvero includere i Comuni dell’hinterland, cercando un equilibrio tra centro e periferia, realizzando interventi incisivi per la competitività del territorio e soprattutto riducendo i costi relativi agli impiegati provinciali.
Si tratta di una mossa innovativa e visionaria, che cerca di offrire spunti propulsivi di aggregazione per le piccole comunità ma anche una visione unitaria e sintetica del compresorio.
Eppure come ogni riforma che si rispetti ha insita la capacità stravolgere e modificare radicalmente gli equilibri, e prima che il sistema prenda quota bisogna fare i conti con alcune perplessità.
Molti studiosi e politici hanno infatti criticato l’efficacia del programma, in quanto la Città Metropolitana, se non ben assimilata,potrebbe rischiare di rimanere un’utopia illusoria in un sistema frastagliato e colmo di differenze inconciliabili.
Il primo grande problema potrebbe essere rappresentato dal rischio di un governo di fatto a favore del predominio politico del comune capoluogo.
Infatti la coincidenza nella stessa persona delle due figure apicali del sindaco di capoluogo e di quello metropolitano è portatrice di possibili conflitti di interesse, nonchè di poteri che potrebbero creare dei contrasti con i comuni del territorio.
La città metropolitana di Reggio Calabria rappresenta uno dei 10 enti amministrativi del territorio Italiano, verrà istituita dopo il fisiologico semestre bianco in seguito alla fine del mandato dell’ex Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, avvenuto a giugno.
A guidare le sorti dell’ente sarà il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che si dimostra ottimista e propositivo, perchè se è vero che la Calabria è sempre stata il fanalino di coda, ora si può ripartire rilanciando le potenzialità territoriali e sfruttando appieno quest’occasione.
Ma neanche l’inarrestabile Falcomatà è immune alle critiche, anzi alcune sembrano provenire proprio dai suoi colleghi. Il motivo a detta di molti è legato alla sua azione politica, sarebbe accusato infatti di soffrire di REGGIOCENTRISMO…patologia poco affine all’imparzialità ed unità millantata dalla riforma.
Le polemiche più recenti sono collegate alla scelta della data per le elezioni del Consiglio Metropolitano, che si terranno proprio a Reggio Calabria il 7 Agosto. Questa volta al Sindaco viene imputato di aver deciso una data scomoda per tutti tranne che per i consiglieri del suo Comune, per via del caldo torrido che scoraggerebbe ad affrontare il viaggio e quindi recarsi alle urne.
A parità di voti ottenuti è importante sottolineare che saranno eletti i candidati votati dagli elettori dei Comuni più popolosi, non sempre quindi la preferenza ha lo stesso peso, basti pensare che il voto di un elettore del capoluogo, Sindaco o consigliere, vale quanto i voti di circa 7 elettori di centri grandi quanto Locri o Siderno e 45 voti di altri paesi minori.
Eppure nonostante i diverbi a Reggio città, a livello locale le cose non sembrano andare meglio.
Qualche settimana fa si è tenuta infatti l’assemblea dei Sindaci della Locride che ha dimostrato la mancanza di una visione unitaria e di compattezza, elementi necessari per provare a conquistarsi alcuni dei 14 posti del Consiglio.
A differenza dei loro colleghi della Piana di Gioia Tauro, che sembrano aver trovato il gusto modus operandi per far sentire la propria voce, l’asse FUDA-CALABRESE non sembra stia funzionando appieno per via delle numerose spaccature registrate all’interno dell’incontro.
La polemica inizia ancor prima di procedere all’elenco dei punti inseriti all’ordine del giorno. C’è stato, infatti, chi chiedeva di procedere subito al rinnovo delle cariche e chi ad andare a modificare prima lo statuto. Tanti sono stati gli interventi in ordine sparso dove non sono mancate le polemiche: primo fra tutti l’elezione del nuovo presidente dell’assemblea, Imperitura conferma di non essere dimissionario, ma l’asse Fuda-Calabrese pretende la testa del presidente.
Per la sostituzione di Giuseppe Strangio, ex sindaco di Sant’Agata del Bianco non rieletto, decaduto dalla carica di presidente del comitato, si è proceduto per come prevede lo statuto: si è dato incarico a tre sindaci rappresentanti reciprocamente le tre aree geografiche della Locride, nord, centro e sud, rispettivamente i sindaci di Roccella Jonica Giuseppe Certomà, di Portigliola Rocco Luglio e di Bianco Aldo Canturi, di riunire i colleghi della stessa area ed eleggere due rappresentanti ciascuno in seno nuovo al comitato, che vanno ad aggiungersi ai Sindaci di Locri e Siderno che entrano di diritto.
Tempi stretti e stringenti per rimodellare il nuovo assetto di coordinamento dei sindaci locridei. Ma la vera sfida è un’altra.
Bisogna essere pronti e compatti per le prossime elezioni dei consiglieri della città metropolitana, ma forse ancor di più, per la votazione dello statuto metropolitano dove ogni sindaco avrà un peso specifico, ogni sindaco un voto, e sui 97 sindaci della provincia, i 48 locridei potranno dire la loro.
Da quello che, però, si è visto la Locride non è ne pronta e ne compatta. C’è chi propone una lista del territorio, chi come il Sindaco di Bianco , una lista di partito, e chi, come il Sindaco di Bivongi Felice Valenti, si reca addirittura a Reggio per incontrare Falcomatà, l’abile tessitore di questa tela politica, fatta di misunderstanding e compromessi mancati. Intanto rimane la paura di essere tagliati fuori dall’organo consiliare, e di subire il contraccolpo di un sistema ambizioso ma forse troppo idealista per una società multiforme e multibandiera come la nostra.
E allora che fare? lasciare che sia proprio il tanto “temuto” Reggiocentrismo a vincere sperando in un pò di clemenza oppure scendere a compromessi, sorpassando le sterili discussioni e cercando di dare alla Locride la voce che
cerca…perchè in caso di sconfitta ad accusarne maggiormente, oltre l’ego individuale sarà una terra alimentata da molteplici vedute ma pochi spiragli di luce.

Continua dopo la pubblicità...


futura
JonicaClima
amacalabria
Calura
MCDONALDAPP
InnovusTelemia
stylearredamentiNEW
E120917A-0A80-457A-9EEE-035CEFEE319A
FEDERICOPUBB
CompagniaDellaBellezza00
previous arrow
next arrow

SARA FAZZARI

Print Friendly, PDF & Email

Di