Lun. Lug 15th, 2024

“È con le parole di Papa Francesco, che ho risposto ad un’intervista rilasciata a Il Dispaccio.it sulla nomina, a Reggio Calabria, di un sacerdote prescritto per reati di pedofilia ad amministratore parrocchiale: “Una mostruosità gli abusi sessuali da parte del clero. Un prete – ha detto testualmente il Pontefice – non può continuare a essere prete se è un molestatore. Non può. Perché sia malato o un criminale, non lo so. Il sacerdote esiste per dirigere gli uomini a Dio e non per distruggere gli uomini in nome di Dio. Tolleranza zero. E deve continuare a essere così”: è quanto riporta il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, in relazione alla nomina, da parte dell’arcivescovo Fortunato Morrone, di don Carmelo Perrello ad amministratore di una parrocchia in città.

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“Nella giornata di ieri sono stato rincorso da voci insistenti e preoccupate – spiega il Garante – ed onestamente non ero al corrente della vicenda di questo sacerdote. Mi sono documentato e proprio sulla testata diretta da Claudio Cordova ho trovato tantissimo materiale, per cui ho deciso di sentirlo, ne era anch’egli al corrente e mi ha chiesto una intervista, dove ho messo in rilievo che se in realtà si tratta di un reato prescritto e non assolto la differenza è abissale”.

“Io devo pensare ed agire con le leggi del Paese in cui esercito il mio mandato – ha dichiarato Marziale a Il Dispaccio.it – ed assoluzione significa che lo Stato ti ha indagato e non ha trovato elementi per condannarti. Diversa è la prescrizione, che in diritto penale determina l’estinzione, e non già l’assoluzione, di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo”, ravvisando che la preoccupazione di una tale nomina è duplice: “Intanto pregressa, perché il dolore cagionato alle vittime è incancellabile. Attraversano l’inferno per riconciliarsi con le proprie esistenze violate e non lo superano mai del tutto. E poi, attuale, nel senso che una parrocchia è società frequentata da bambini e adolescenti, dunque, la fonte di preoccupazione risiede nel pericolo che il reato possa essere reiterato”.

Nel corso dell’intervista, il Garante ricorda un suo recente incontro con Papa Francesco: “Gli ho detto che nutrivo molta speranza nei suoi pronunciamenti sulla tolleranza zero rispetto ai preti abusanti e che nel mio libro Katapontismós, proprio sulla pedofilia, lo sottolineo. Mi ha ringraziato e mi ha detto che lo avrebbe letto. Io sono cresciuto in Chiesa, alla Gioventù Francescana, all’Azione Cattolica, e non mi sono mai imbattuto in sacerdoti del genere. Una sola volta venni a sapere di un sacerdote che avevo conosciuto in adolescenza e che in seguito avrebbe abusato di una ragazzina. Venne allontanato in altra diocesi fuori regione, dopo almeno un decennio è tornato in Calabria, e tutte le volte che l’ho rivisto ho pensato a quanti sacerdoti moralmente sani vengano messi in cattiva luce da simili soggetti. È anche per tutelare loro che bisognerebbe spretare i pedofili”.

“Mi pongo in un duplice atteggiamento – conclude così Marziale – se il Papa è al corrente di ciò che accade nelle parrocchie, allora sono enormemente deluso. Ma, se il Papa non è informato mi dico deluso da chi dovrebbe informarlo e non lo fa, cioè coloro i quali, titolari di diocesi, fanno le nomine, i vescovi”.

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