Mer. Giu 19th, 2024

Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, durante un’audizione al Congresso si rivolge ai repubblicani che bloccano il pacchetto di aiuti militari: “Sappiamo che se Putin avrà successo, non si fermerà”

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Se cade l’Ucraina, veramente credo che la Nato dovrà combattere con la Russia“. E’ quanto ha detto il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, sottolineando, durante un’audizione al Congresso, che “sappiamo che se Putin ha successo qui, non si fermerà, continuerà ad adottare altre azioni aggressive nella regione”.

Se l’Ucraina cade, Putin non si fermerà – ha ripetuto il capo del Pentagono – continuerà ad avanzare ed attaccare territori sovrani suoi vicini. Se io fossi un Paese baltico, io sarei veramente preoccupato di quello che potrà succedere, conoscono Putin, sanno quello di cui è capace”.

Per questo, ha continuato Austin rivolgendosi in particolare ai repubblicani che stanno bloccando il pacchetto di aiuti militari a Kiev da 60 miliardi di dollari, “non aiutare l’Ucraina è un cammino molto pericoloso”, ricordando come “tutti i giorni” vediamo “i rischi sul campo di battaglia dove gli ucraini combattono con coraggio per difendere il loro territorio” e dove i russi stanno conquistando terreno, anche a causa del ritardo degli aiuti, che sta provocando l’esaurimento delle munizioni.

“Se proseguiamo su questo cammino, sarà un regalo a Putin”, ha detto ancora riferendosi al blocco dei fondi a Kiev, che rischia anche di mettere in crisi il ruolo di Washington “come socio e alleato di cui fidarsi”. “Gli alleati sono preoccupati del messaggio che stiamo mandando e del mancato sostegno all’Ucraina che certamente sta avendo un impatto sul morale delle truppe ucraine”, ha poi aggiunto.

La replica di Mosca

Mosca replica alle parole del segretario alla Difesa Usa, Lioyd Austin. “Sono una minaccia diretta alla Russia o vogliono essere una scusa per Zelensky? – si chiede su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova – in entrambi i casi è una follia, però ora tutto il mondo vede chi è l’aggressore: Washington”.

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