Report economia locale Calabrese: destinati 186,6 milioni di euro alle aziende, 210,2 milioni alle imprese e 168,7 milioni per incentivare l’occupazione

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Come certificato dal report sull’economia locale della scorsa settimana presentato da Banca d’Italia di Catanzaro, la Calabria parte quasi da zero. L’economia calabrese dopo una recessione durata 7 anni si è stabilizzata, ma il Pil resta su percentuali basse. L’aumento del 2014 era stato dello 0,2 % rispetto all’anno precedente, nel 2015 dello 0,1% quando la media del sud è stata dell’1,6%. Così la Regione ha concordato con Bruxelles un piano d’interventi ad ampio raggio, con cui le aziende calabresi hanno un ampia possibilità di inserimento.

Alle aziende calabresi, il Por che continuerà fino al 2020, destina 186,6 milioni di euro, cioè il 7,8 % del totale dei circa 2,3 miliardi. Anche parte dei 210,2 milioni riservati alla ricerca tocca alle imprese, così come i 168,7 milioni per incentivare l’occupazione. Gli aiuti sono diversificati, la cosa più importante sarebbe destinarli tutti e farli fruttare, in controtendenza fino a quanto è accaduto finora.

Partendo da zero i margini di miglioramento sono possibili per il mondo produttivo locale. Il ministero dello sviluppo economico in una relazione sul Por 2007/13 scrisse che la Calabria era ancora molto distante dai principali obiettivi occupazionali fissati dai Consigli Europei di Lisbona e Goteborg agli inizi del 2000.

Il rush finale nella vecchia programmazione 2007/13, che ha evitato la perdita dei finanziamenti è stato apprezzato dalla commissione, e dimostra che un cambiamento c’è stato . Con un confronto stretto tra uffici regionali e Bruxelles, come quello avviato dal governatore Mario Oliverio con la commissaria europea per le regioni Corina Cretu, si potrà fare di più rispetto a un passato che sarebbe meglio archiviare, ed al massimo farlo funzionare come manuale per non sbagliare.

 

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