Mar. Mag 11th, 2021

Il Dirigente scolastico dell’ Istituto comprensivo “ Bello – Pedulla’ -Agnana” non ci sta e risponde a “muso duro” alle accuse dell’amministrazione comunale circa presunte mancate comunicazioni per segnalare le disfunzioni esistenti e scrive testualmente che “nella mia veste di rappresentante legale dell’istituto, ho rappresentato le esigenze e le problematicità del trasferimento del plesso con ampio margine di tempo e non ad un “qualcuno” dell’amministrazione comunale, ma al Sindaco nella persona del Sen. Pietro Fuda e all’Assessore alla Pubblica Istruzione dott. Ercole Macrì”. Quindi Pirruccio, in una sua lunga nota richiama – e allega – “ due missive tralasciando – precisa – “ la valanga di comunicazioni in merito”. Ed evidenzia “con nota prot. 4918/A16 del 5 ottobre 2015 (un anno fa!), a seguito della comunicazione orale fattami dal Sen. Fuda, in occasione dell’inaugurazione dell’anno, della volontà dell’amministrazione comunale di rendere i locali disponibili entro il giugno successivo per il trasferimento del plesso in Via Verdi, ho provveduto immediatamente a mettere nero su bianco e ad evidenziare la necessità di procedere, in comune accordo, ad una verifica dei lavori e alla ricognizione degli interventi da effettuare per rendere i nuovi locali fruibili con gli strumenti tecnologici acquistati con risorse finanziarie dell’istituto: LIM in ogni classe, laboratori informatici di avanguardia, sistema di videosorveglianza, ecc. La mia richiesta, nella circostanza, di “convocare un incontro operativo alla presenza del progettista.e de/ direttore dei lavori” attende, ancora, cortese riscontro. E, poi, “con una lunga e dettagliata nota prot. 2580 del 9 maggio 2016, a seguito dell’annuncio dato dal Sindaco, durante l’inaugurazione della piazza di Siderno Superiore, dell’imminente trasferimento della Scuola Media G. Pedullà da Via Reggio a Via Verdi, ho provveduto ad elencare minuziosamente (invito il Sindaco Sen. Fuda e l’Assesssore dott. Macrì a rileggerla!) sia la dotazione tecnologica da trasferire e installare, sia gli impianti di supporto, sia l’elenco dettagliato delle aule e dei locali-laboratori necessari con il numero di classi e la popolazione scolastica da ospitare. Con la stessa nota ho precisato che nell’atto di eventuale trasferimento era necessario non solo accertare ma garantire con appropriata documentazione “l’idoneità dei locali alla normativa in materia di sicurezza, non solo per dare piena attuazione ad un dettato normativo di estrema importanza, ma per dare seguito ai motivi originari che hanno determinato il trasferimento della scuola dai locali di Via Verdi in quelli attuali di Via Reggio”. Non elenco per economia di spazio, le comunicazioni mensili di richiesta per ricaricare gli estintori che da 2 anni risultano scaduti, senza che “qualcuno” si degnasse di provvedere nonostante i numerosissimi sopralluoghi dell’ufficio competente”. Quindi aggiunge “Debbo, obtorto collo e fuori dai canoni del mio stile, far riferimento alla mia persona, non solo per la qualità di rappresentante legale dell’istituto, ma, anche, per una scelta stakanovista che, oggi, non solo non viene apprezzata ma addirittura mi fa apparire omissivo e incurante. Mi riferisco al fatto di essere rimasto a disposizione tutta l’estate (neanche un giorno di ferie e solo 3 giorni di assenza dal lavoro in quanto impegnato in un corso di formazione fuori regione) a seguito di sollecitazione di occuparmi personalmente del problema trasferimento fattami con telefonata dal Sen. Fuda e, soprattutto, dall’assessore dott. Ercole Macrì al quale mi lega un rapporto collaborativo e di amicizia intenso e, a mio parere, proficuo. Il mio comportamento responsabile, purtroppo, viene dolosamente offuscato con una nota stampa di indiscutibile faziosità che mi duole”.

Aristide Bava

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