Lun. Mag 17th, 2021

Piccolo Centro, grande rebus. E già, alludiamo al rompicapo con cui si confrontano da settimane gli ispiratori della coalizione (con il senatore Piero Aiello su tutti) che potrebbe fungere da ago della bilancia alle prossime Amministrative del capoluogo ma paradossalmente proprio se non arriva al ballottaggio. In questo caso, infatti, avrebbe parecchie frecce al suo arco, diventando molto appetita dai due sfidanti in competizione. E spieghiamo il perché, come ovvio sempre alla luce della realtà contingente, sia ben chiaro. Lo schieramento composto da Ncd, Udc e diverse altre liste, sulla base di una stima non certo suffragata da arti divinatorie sembrerebbe attestarsi in un range di preferenze oscillante fra i 12mila e i 15mila voti. Un dato ricavato sommando, con qualche correzione calibrata allo scenario attuale, le preferenze ottenute da Catanzaro da Vivere (che giova ricordare alle consultazioni del 2012 superò di parecchio la soglia delle 7mila) e da quei soggetti politici a supporto – tra cui in primis l’Udc – ai quali è stata data una quotazione derivante da alcuni fattori presi in esame. Stesso dicasi per la valutazione, compresa fra i 15mila e i 18mila consensi, di cui si accredita un centrosinistra allargato (non ancora con un Pd rappresentato da Enzo Ciconte, sempre meno candidato a sindaco, e pure al netto di un eventuale exploit di un Nicola Fiorita in lizza da solo) e la considerazione sul centrodestra che potrebbe portare a casa tra i 13.500 e i 16.500 voti dopo la perdita di aspiranti consiglieri di peso, anche all’interno della stessa Forza Italia (nel 2012 Pdl). Senza contare che la compagine pro Abramo ha perso il traino degli aielliani di Catanzaro da Vivere e non ha più tra le sue fila l’aggregazione denominata Scopelliti Presidente, in qualche modo surrogate da Officine del Sud e formazioni ad esempio costituite dall’assessore Filippo Mancuso sulla carta dotate di assai minore forza propulsiva. Se quindi centrosinistra e centrodestra arrivassero al doppio turno, il Piccolo Centro – in possesso di un vero e proprio tesoretto in termini di preferenze – diverrebbe ambitissimo per un accordo politico-elettorale che risulterebbe determinante. Un apparentamento che frutterebbe quindi a Ncd e soci una preziosa golden share. Cosa ben diversa, viceversa, sarebbe se lo stesso schieramento centrista fosse direttamente in gioco per vincere le elezioni. A quel punto, l’unico spiraglio che avrebbe per spuntarla e dunque per non restare fuori da tutto sarebbe di chiedere un sostegno a un centrodestra guidato dal duo Abramo-Tallini. Non certo una prospettiva di fronte a cui all’interno del Piccolo Centro farebbero i salti di gioia. Anzi. Motivo per cui, fino all’ultimo momento utile, il sen. Aiello cercherà di condurre in porto l’alleanza con il Pd e gli alleati dei Democrat in modo da ambire ragionevolmente a un’affermazione larga e soprattutto in prima battuta. Se così non fosse, si sprecheranno invece strategie e tatticismi con un bandolo che si ingarbuglierebbe non poco. Tra le notizie delle ultime ore la possibile frizione fra Sergio Abramo e Mimmo Tallini, che si sarebbe verificata al termine dell’odierna seduta straordinaria del civico consesso per il conferimento della cittadinanza onoraria al Cavaliere del Lavoro Giovanni Colosimo a causa del mancato ringraziamento del sindaco nei confronti del capogruppo forzista (il quale avrebbe abbandonato l’Aula Rossa piccato). A riguardo è importante mettere in rilievo che pare Tallini abbia avuto molto a cuore tale onorificenza, tenendo quindi parecchio alla cerimonia, anche se contattato al telefono per un chiarimento non ha risposto. Da ricordare, infine, che l’agenda politica di domani prevede la presentazione – alle 18 nella Casa delle Culture – del progetto della lista 1594, coordinata da Antonello Talerico nell’alveo della coalizione.

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