Sab. Apr 27th, 2024
La Guardia di finanza ha sequestrato tratto A3

Dalle prime ore della giornata odierna è in corso, in varie regioni d’Italia, un’operazione della
Guardia di Finanza di Vibo Valentia, con esecuzione di arresti e sequestri di beni, nell’ambito
di indagini su irregolarità nei lavori di ammodernamento del tratto autostradale dell’A/3
compreso tra gli svincoli di Mileto (VV) e Rosarno (RC).
L’operazione rappresenta lo sviluppo dell’indagine che, nel Maggio dello scorso anno, ha
portato al sequestro preventivo del tratto autostradale interessato e di aree e strade provinciali
limitrofe interessate da un serio rischio idraulico/idrogeologico, mai considerato in nessuna
fase di progettazione, con conseguente configurabilità del reato di crollo/disastro doloso,
nonché al sequestro di somme di denaro per oltre 400.000 euro, corrispondenti all’illecito
profitto dei reati di truffa e falso commessi dalle imprese esecutrici dei lavori attraverso la
formazione di documentazione che attestava falsamente l’avvenuto smaltimento di rifiuti
speciali di lavorazione (in realtà mai avvenuto).
Dalle indagini sull’esecuzione dei lavori di ammodernamento affidati in Appalto dall’ANAS per
un importo di circa 61 milioni di euro, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Vibo
Valentia – Dr. Bruno Giordano – e dal Sostituto Procuratore, Dottoressa Benedetta Callea, ed
eseguite dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, è emerso il quadro di
diffuse irregolarità, estrinsecatesi attraverso vari episodi di truffa e frodi nelle pubbliche
forniture; false certificazioni di lavori mai effettivamente eseguiti, eseguiti solo in parte o
eseguiti in grave difformità rispetto alle previsioni contrattuali; alterazioni della contabilità lavori;
omissioni, da parte degli organi della Stazione Appaltante, di verifiche e controlli. Il tutto
finalizzato all’indebito arricchimento degli operatori economici aggiudicatari dell’appalto, che
secondo quanto sinora emerge dagli accertamenti, avrebbero lucrato somme non dovute per
un importo di 12.756.000 euro. Le indagini hanno fatto emergere anche l’esecuzione di opere
potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica.
Alle persone indagate, complessivamente quindici, tra responsabili di imprese operanti nel
settore dei lavori autostradali, dipendenti di dette imprese e funzionari dell’ANAS, vengono
contestate, a vario titolo, le ipotesi di reato di Truffa aggravata ai danni di Ente pubblico, Frode
nelle pubbliche forniture, Falso ideologico in atto pubblico, Attentato alla sicurezza dei trasporti
e Abuso d’ufficio.
Nove sono le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti di altrettanti indagati, di cui
4 imprenditori e 5 funzionari/dipendenti ANAS, su provvedimento emesso dal G.I.P. del
Tribunale di Vibo Valentia, D.ssa Gabriella Lupoli, su richiesta della Procura.
Nell’ambito dell’operazione inoltre, sempre in base al provvedimento del G.I.P., si procede
anche al sequestro di beni per un valore di 12.756.281,29 euro, corrispondente al profitto dei
reati contestati. I destinatari del provvedimento di sequestro sono tre imprese che hanno preso
parte alla realizzazione dei lavori oggetto di indagine, nonché, a titolo personale, i relativi
amministratori/rappresentanti legali.
Alle tre imprese coinvolte nell’indagine il Giudice ha altresì applicato una misura interdittiva ai
sensi del Decreto Legislativo 231/2001, che vieta alle stesse, per la durata di un anno, di
stipulare contratti con qualsiasi Pubblica Amministrazione.

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