Dom. Mag 9th, 2021

Prosegue la dismissione degli arredi e delle attrezzature vetuste. Viscomi: «Ad organizzazioni no profit le attrezzature professionali per attività ginniche o da palestra acquistate nella scorsa legislatura»

È trascorso poco più di un anno da quando la Regione Calabria ha smesso di pagare l’energia elettrica con un importo notevolmente maggiorato imposto dall’applicazione del cosiddetto “regime di salvaguardia” a causa di pagamenti mancanti o ritardati. L’adozione concordata con Enel di un piano di rientro dal debito accumulato ha consentito di uscire dal regime più gravoso e di pagare l’energia a prezzi di mercato. Ora, la revisione e la razionalizzazione delle spese è andata avanti e le azioni di controllo e monitoraggio messe in atto dal Settore economato cominciano a dare i frutti sperati. In effetti, diminuzione progressiva del numero delle utenze attive, anche in immobili ormai non più utilizzati, e verifica puntuale dei consumi già fatturati hanno consentito, da un lato, di contenere la spesa corrente per l’approvvigionamento energetico e, dall’altro, di accertare l’esistenza di importi a credito di rilevante consistenza che la Regione potrà ora portare in detrazione sulle somme ancora dovute.
Secondo il vicepresidente della giunta Antonio Viscomi: «Avere accertato l’esistenza di un credito per quasi 1.7 milioni – che la Regione vanta e che deriva da pagamenti per fatture già altrimenti cartolarizzate o da pagamenti non puntualmente verificati al momento della liquidazione – costituisce veramente un traguardo importante nell’ottica della razionalizzazione della spesa e della corretta e oculata amministrazione della cosa pubblica nonché della trasparenza nei confronti dei cittadini». Inoltre, sempre nella stessa prospettiva, il vicepresidente ha chiesto al Settore economato di avviare rapidamente una azione volta alla dismissione dei beni mobili, anche in relazione al completamento, in fase di avanzato compimento, dei lavori per gli uffici di prossimità. Lo svecchiamento degli uffici è già iniziato, la progettazione per l’allestimento dei nuovi locali è in fase oramai avanzata così come la dismissione degli arredi e delle attrezzature vetuste e/o inadeguati, incompatibili con la normativa sulla tutela della salute sui luoghi di lavori. «Seguendo procedure semplificate, i beni mobili non più utili all’esercizio delle funzioni amministrative – ha dichiarato Antonio Viscomi – saranno tendenzialmente assegnati ad organizzazioni no-profit per i fini sociali dalle stesse perseguiti; parimenti si procederà con le medesime modalità al reimpiego presso strutture idonee, che possano farne buon uso, di tutte le attrezzature, rinvenienti nell’elenco dei beni mobili regionali (quali, ad esempio, attrezzature professionali per attività ginniche o da palestra acquistate nella scorsa legislatura dall’ex governatore Peppe Scopelliti, ndr), non attinenti in alcun modo all’espletamento dei fini istituzionali».

(FONTE CORRIERE DELLA CALABRIA)

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