2 Dicembre 2020

“Rocco Papalia non è un cittadino uguale agli altri e dovrebbe chiedere scusa alla città per il soprannome di ‘Platì del Nord’: non staremo in silenzio”. E’ una dura lettera quella che Rino Pruiti, sindaco di Buccinasco, comune alle porte di Milano, ha inviato agli avvocati di Rocco Papalia, il boss della ‘Ndrangheta scarcerato nel maggio scorso perché, con i benefici accumulati, aveva finito di scontare la pena, nonostante soltanto due anni fa fosse stato condannato ad altri 30 anni di carcere per un vecchio omicidio.Dal giorno della scarcerazione Papalia, 67 anni, è tornato a vivere nella sua casa di Buccinasco e in diverse occasioni i media si sono occupati di lui: come, ad esempio, quando ha preso parte ai festeggiamenti per la prima comunione di una delle sue nipoti. Proprio per questa attenzione mediatica Papalia, attraverso i suoi avvocati, ha scritto una lettera al sindaco Pruiti, che lo spiega pubblicamente sul sito del Comune. Nella lettera, datata 28 luglio e protocollata il 7 agosto, “Rocco Papalia chiede il silenzio. Si sente vittima dei media e si appella al sindaco – si legge sul sito dell’amministrazione – tanto da indirizzargli una lettera per ricordare di avere precisi doveri da rispettare e, se si comporta da cittadino corretto, di avere anche il diritto “al rispetto di quella sfera di intangibilità che ci rende un Paese – auspicabilmente – civile”. E prosegue: “Proprio in nome di quella pace sociale da tutti doverosamente inseguita, e di là di ‘intemperanzè dei mezzi di comunicazione, ci appelliamo dunque a Lei per condividere i medesimi auspici”.Riassume il sindaco: “Papalia chiede in buona sostanza il silenzio e di essere considerato un normale cittadino, uno che ha scontato la sua pena e che ora desidera trascorrere i suoi ultimi anni di libertà lontano dai riflettori. Quel Rocco Papalia che tanto ha fatto parlare di sé nella “Platì del Nord”: tornato in libertà dopo 26 anni di carcere, condannato per reati di omicidio, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sequestro di persone, attualmente è residente a Buccinasco in regime di sorveglianza speciale perché ritenuto ancora ‘socialmente pericoloso’”.Ma la lettera non ha avuto l’esito che evidentemente Papalia sperava, visto che il sindaco – eletto a giugno con il Pd – replica nettamente: “La risposta deve essere chiara e non può che essere una: no. Buccinasco non starà in silenzio, Buccinasco non potrà mai considerare Rocco Papalia come un cittadino uguale agli altri, perché lui non lo è. Non possiamo far finta di niente e dimenticarcene, tutt’altro, noi lo vogliamo far sapere a tutti, vogliamo far conoscere la storia della ‘Platì del Nord’, un appellativo che non abbiamo scelto noi e non ci piace ma che non possiamo ignorare. Tra gli ultimi atti dell’amministrazione precedente, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno proprio dopo il ritorno di Papalia a Buccinasco. Con quell’ordine del giorno, oltre a lanciare l’iniziativa dei lenzuoli bianchi contro le mafie che ha avuto tanta pubblicità sui media, abbiamo chiesto a Papalia di chiedere scusa alla nostra città per il male che ci ha fatto, un pentimento per le sue azioni. Una lettera di questo tenore i suoi avvocati non l’hanno protocollata, noi ci aspettiamo questo, non altro possiamo accettare. Per questo moltiplicheremo le iniziative e lo faremo soprattutto nella villa confiscata di via Nearco, accanto a dove vive lui. Non dimentichiamo l’insegnamento del giudice Paolo Borsellino che invitava i giovani a parlare di mafia, parlarne alla radio, in televisione, sui giornali, parlarne”.

http://milano.repubblica.it

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