3 Dicembre 2020

Deputata M5S: affidare commissariamento a governatore non è soluzione

“Le ultime vicende legate alle sanità regionale dimostrano che il presidente Oliverio non conta nulla, né all’interno del governo ‘amico’ né nel suo stesso partito, quel Pd che continua a negargli la guida del settore preferendogli un tecnico la cui opera, tra l’altro, ha determinato un abbassamento dei livelli essenziali di assistenza e peggiorato la situazione dei conti. Il guaio è che a fare le spese dell’irrilevanza politica del governatore è la Calabria nel suo complesso”. È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni. “Per più di un mese – prosegue la parlamentare –, Oliverio ha promesso che si sarebbe incatenato davanti a palazzo Chigi per protestare contro le scelte del governo. Quando però ha capito che in questa battaglia non avrebbe trovato nessuno al suo fianco, a parte qualche consigliere regionale che deve la sua fortuna politica proprio al governatore, ha aggiustato il tiro nel tentativo di evitare una sonora figuraccia”. “Così ha ‘costretto’ i sindaci – sostiene la deputata -, la parte debole del sistema, sempre alle prese con la necessità di far quadrare i conti, anche e soprattutto con le sovvenzioni della Regione, a firmare un documento che non vale nulla e che non ha cambiato di una virgola lo stato dell’arte: la sanità resta commissariata e resta in mano a Massimo Scura”. “Verrebbe da dire – aggiunge l’esponente M5S – che Oliverio è tutto ‘chiacchiere e distintivo’, dal momento che non ha avuto nemmeno il coraggio di portare fino in fondo una protesta che avrebbe quanto meno contribuito a rappresentare in modo evidente lo stato drammatico in cui versa la sanità calabrese. Siamo convinti che affidare il commissariamento al governatore non sarebbe una soluzione, anzi; ma siamo anche del parere che chi ha ricevuto una investitura popolare abbia il dovere di combattere senza risparmio per ciò che ritiene giusto”. “Il governatore – conclude Dieni– ha invece dimostrato, ancora una volta, di essere solo un campione di pantomime e di non essere in grado di influenzare in alcun modo le decisioni di quello che è il suo governo. Il suo, in definitiva, è stato il ruggito di un coniglio”.

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