Il Pd lancia i capilista: «Il nostro avversario è il populismo»

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Incontro a Lamezia con i candidati che guidano i “listini” di Camera e Senato. Bruno Bossio loda il Jobs Act e la riforma Madia. Viscomi scende in campo «contro slogan e promesse irrealizzabili». E Magorno vede «una mobilitazione maggiore rispetto al 2013»

È un noto hotel di Lamezia Terme a ospitare la presentazione ufficiale dei tre capilista dem nei collegi proporzionali, Ernesto Magorno (Senato), Enza Bruno Bossio (Camera Nord) e Antonio Viscomi (Camera Sud), introdotti dal responsabile organizativo del partito Giovanni Puccio. I temi e le parole chiave sono quelli declinati dal Pd renziano su scala nazionale ma ovviamente non mancano, di fronte a tanti candidati, dirigenti e militanti dem arrivati da tutta la regione, i riferimenti alle tante questioni aperte sui territori tra il Pollino e lo Stretto.
Enza Bruno Bossio, deputata uscente e candidata a capo del “listino” proporzionale nell’area settentrionale della Calabria, parte dalle riforme dei governi Renzi-Gentiloni per decantarne gli effetti a suo dire positivi anche su scala regionale: «Il Jobs Act, di cui tutti parlano in riferimento all’articolo 18, è stato soprattutto uno strumento – spiega la parlamentare – di abolizione dei co.co.pro. e di creazione effettiva di un milione di posti di lavoro. Questo non lo dice la propaganda del Pd, ma l’Istat». E poi c’è la riforma Madia, che «ha avviato la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione», una partita in cui ci sono gli ex lsu-lpu «che noi – puntualizza bruno Bossio – stiamo seguendo dal dicembre 2013 e che stiamo portando, nonostante qualcuno provi a mestare nel torbido, verso una sicura stabilizzazione, non soltanto nei singoli Comuni ma attraverso un piano regionale che sarà organizzato anche attraverso una proposta di legge che dovrebbe essere approvata dal consiglio regionale immediatamente dopo il decreto della Funzione pubblica». Guardandio alle alleanze, poi, secondo la deputata il centrosinistra ha una coalizione «certamente più coerente nei contenuti rispetto a quella del centrodestra».
Il vicepresidente della Regione Viscomi, che guida il proporzionale nell’area centro-meridionale della Calabria, si sofferma invece sull’inutilità di promesse e slogan mirabolanti: «Serve parlare chiaro, dire la verità, ma avendo anche la capacità di guardare lontano. Queste – ha spiegato – sono le parole chiave di una campagna elettorale seria, fatta di impegni reali con gli elettori. Parlare chiaro e guardare lontano. Solo questo farà la differenza in questa campagna elettorale piena di promesse assurde e irrealizzabili». Viscomi non nasconde che i sondaggi siano «negativi e penalizzanti» per il Pd, ma sottolinea di aver scelto di scendere nell’arena elettorale e di metterci la faccia «proprio nel tentativo di riscoprire una politica che parli e operi in modo differente». Il primo impegno con i calabresi è quello «di essere seriamente presente a Roma e rappresentare questa regione, che ha tanti lati oscuri ma anche tante potenzialità che meritano di essere rappresentate in modo corretto nei luoghi in cui si prendono le decisioni».
Il segretario regionale Magorno, capolista al Senato, commenta con soddisfazione i «tantissimi militanti venuti qui a sostenere i candidati del Pd e del centrosinistra». «C’è una mobilitazione maggiore – aggiunge – rispetto alla campagna elettorale del 2013. Credo che il 4 marzo ci sarà un buon risultato anche in Calabria per il Pd». Il lato “territoriale” delle canddiature è quello che per Magorno segna una svolta rispetto al passato: «Stavolta i capilista sono tutti calabresi e quindi è stato valorizzato il partito regionale. I nostri veri avversari – conclude – sono il populismo, la demagogia, la mancanza di una proposta di governo. Ma sono in realtà gli avversari dei cittadini ed è per questo che chiediamo il consenso e la mobilitazione dei dirigenti del nostro partito».

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