GIOIOSA J. (RC): “QUEI TAMBURI CHE STORDISCONO SAN ROCCO MA CHE UN TEMPO NON ESISTEVANO ALLA SUA FESTA…”

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Domenica 26 agosto ho pubblicato un mio articolo che e’ stato scritto sulla testimonianza orale e concreta di persone gioiosane, riguardante la presenza dei tamburi nella festa di San Rocco a Gioiosa Jonica. Primo fra tutti il grande paratore Rocco Gallo, persona di cultura e collaboratore della chiesa di San Rocco per molti anni. Poi sulla testimonianza della sacrestana della chiesa di San Rocco e di tante anziane gioiosane che oggi non ci sono piu’. Le mie parole hanno suscitato come era prevedibile l’indignazione di alcune persone gioiosane che da anni cercano con le unghie e con i denti di avvalorare una pseudo tradizione che di storico non ha nulla. Basti ricordare anni addietro le polemiche mosse contro Mons.Giuseppe Fiorini Morosini, attuale arcivescovo di Reggio Calabria-Bova. La cosa che piu’ lascia amareggiati e’ che anche alcuni storici gioiosani che cosi’ si definiscono per tali, cercano di avvalorare questa tesi sui tamburi dimostrando chiaramente di disconoscere la storia del culto di San Rocco nella bellissima cittadina della Vallata del Torbido. I tamburi nelle feste popolari calabresi sono sempre stati presenti quali accompagnamento della processione e dei giorni della novena. Ribadisco tutte le feste popolari della Calabria ma a Gioiosa Jonica non era questo lo strumento caratterizzante la festa di San Rocco. Come chiaramente si evince anche nel filmato realizzato dall’Istituto Luce, del 31agosto 1951, e visibile sul canale yuotube, si vedono persone ballare a piedi scalzi sotto il sole a ritmo di tamburello, zampogna, organetto e pipita. E poi recitando orazioni dialettali e popolari al Santo Patrono. Dove sono queste cose oggi nella processione di San Rocco? Si postano filmati d’epoca per far vedere la presenza di qualche tamburo. Bella scoperta! Ed oggi quindi dovremmo essere tutti dei burattini e avvalorare una tesi non storica e reale. Questo una persona che veramente ama la storia non lo puo’ fare. Piuttosto anziche’ ballare vergognosamente la statua del Santo sul sagrato della chiesa come e’ avvenuto fino allo scorso anno e sentire da parte di alcuni suonatori del tamburo bestemmie al Patrono, perche’ i gioiosani non sensibilizzano le donne del proprio paese a vestire nella processione l’abito tipico delle “Maddamme”? Perche’ non si rintroduce il ballo con zampogne e organetto? Perche’ non si interessano al restauro della statua del Patrono ridipinta in maniera grossolana? Perche’ non si occupa nessuno a sapere che fine abbia fatto il medaglione reliquario che per secoli e’ stato al collo della statua di San Rocco? Se solo si capisse con piu’ umilta’ che questa che vediamo oggi a Gioiosa Jonica non e’ pieta’ popolare ma solo grande caos allora forse veramente si potrebbe dire: “Roccu, Roccu, Roccu evviva Santu Roccu”.

Dott.Flavio Garreffa Storico dell’arte

Gioiosa Jonica (RC)

31 Agosto 2018

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