Dom. Feb 28th, 2021

In una “denuncia” del 2017 il sindacato sollecitava azioni forti contro il dirigente definendolo «populista». Oggi vuole l’intervento della magistratura. Che è al lavoro sul caso da tempo. E su più fronti

Forse ci sono due Cgil in Calabria. Ce n’è una che stigmatizza gli attacchi «concentrici» contro l’ex capo della Protezione civile Carlo Tansi. E chiede «che la magistratura apra un’inchiesta per capire chi tenta di condizionarne l’operato». Si potrebbe pensare a un’autodenuncia, se si leggesse una nota che la Cgil ha rivolto alla Regione poco più di un anno fa contro il dirigente sospeso dalla burocrazia della Cittadella. Assieme a Cisl e Uil, la Funzione pubblica del sindacato chiedeva un «incontro urgente, a seguito delle dichiarazioni pubbliche, lesive della dignità dei dipendenti regionali e del sindacato, da parte del dirigente della Protezione civile regionale».

Colpa – sempre secondo la Cgil che firmava la denuncia nel 2017 – delle esternazioni «su un famoso social network». L’incontro era finalizzato a sapere «quali provvedimenti si intendono adottare». Di più: i sindacati ritenevano «indispensabile e improcrastinabile un’azione forte, per evitare che questi interventi populistici e del tutto arbitrari, gettino fango sull’istituzione regionale». Una denuncia forte, in qualche modo premonitrice, visto che il capo della Prociv è stato “espulso” proprio per i suoi eccessi verbali su Facebook (dopo una multa e un’ammenda subìte per lo stesso motivo). La Cgil che ha spinto per «azioni forti» (come una sospensione) oggi preme perché la Procura di Catanzaro indaghi contro chiunque abbia fatto pressioni per arrivare alla sospensione del manager (come la Cgil, per esempio).

L’INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA Premonitrice per un verso, la Cgil arriva in ritardo per un altro. E cioè nel chiedere l’intervento della magistratura. Che è già al lavoro sul caso. E su più fronti. Per un verso c’è la querela presentata dal direttore del Corriere della Calabria dopo alcune improvvide (e solite) esternazioni social. Come se non bastasse, i quattro manager interni esclusi dalla selezione hanno già annunciato battaglia. Si tratta degli ingegneri la cui posizione – a detta del loro legale – non è stata debitamente presa in considerazione dalla Presidenza della giunta regionale. Nel ricorso già formulato si parla di «macroscopici difetti di istruttoria» e di un provvedimento «immotivato e illogico». Le esclusioni, dopo le quali la giunta regionale ha diffuso un bando esterno per la ricerca del nuovo dirigente, saranno vagliate dal Tar. Ma gli aspiranti capi della Prociv hanno annunciato che depositeranno una denuncia alla segreteria del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri. Oltre ai dirigenti regionali esclusi, sui provvedimenti che riguardano la scelta del prossimo capo del dipartimento c’è l’attenzione del sindacato autonomo Fedirets. Il segretario nazionale della sigla, Silvana de Paolis, ha già invitato la giunta regionale «a riesaminare le candidature dei dirigenti interni e a motivare puntualmente i motivi delle esclusioni». Altrimenti saranno messe in atto «le azioni più opportune a tutela della categoria dirigenziale». C’è altro: secondo fonti accreditate, la magistratura avrebbe puntato i riflettori su una seduta del consiglio regionale nel corso della quale si è parlato della futura nomina della Protezione civile, sottolineando che quello che ne era all’epoca il dirigente aveva già annunciato (sempre via Facebook) la propria riconferma. Infine, sono in corso i rilievi della polizia postale per capire da dove sia partita la comunicazione mail in cui qualcuno, spacciandosi per Tansi, annunciava che il dirigente non avrebbe partecipato alla selezione per la guida della Prociv. Su questo e su altro i magistrati sono già al lavoro. Da ben prima che la Cgil ne chiedesse l’intervento.

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