ABUSO D’UFFICIO, IL RIESAME CONFERMA L’OBBLIGO DI DIMORA PER OLIVERIO

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I giudici hanno rigettato il ricorso che era stato presentato dai legali del governatore. Che nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pubblici dovrà difendersi anche dall’accusa di corruzione

Il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso dei difensori del presidente della Regione Mario Oliverio e ha quindi confermato per il governatore la misura dell’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore. Il pronunciamento del Riesame, dopo l’udienza di ieri durata circa due ore, riguarda l’accusa di abuso d’ufficio e la misura emanata lo scorso 17 dicembre dal Gip Pietro Carè su richiesta della Dda del capoluogo (che aveva chiesto gli arresti domiciliari) nell’ambito dell’inchiesta “Lande desolate”. A replicare alla difesa del governatore, rappresentato dall’avvocato Enzo Belvedere, sono stati davanti al Riesame tre magistrati: il procuratore aggiunto della Dda Vincenzo Luberto e gli aggiunti Camillo Falvo e Alessandro Prontera.
Oliverio, nell’ambito dell’operazione che ha provocato una bufera giudiziaria sui piani alti della Cittadella, è accusato di due ipotesi di abuso d’ufficio riguardo alla gestione dell’appalto della sciovia di Lorica. Ma a quella di abuso d’ufficio si è aggiunta nelle scorse ore anche l’accusa di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (qui i dettagli). Il difensore del governatore aveva definito «infondatissime» le accuse nei confronti di Oliverio (qui le sue dichiarazioni) ma, per ora, in relazione all’obbligo di dimora per l’ipotesi di abuso d’ufficio, il Riesame ha ritenuto valide le contestazioni della Procura e ha confermato l’ordinanza del Gip.

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