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‘NDRANGHETA: KLAUS DAVI SCRIVE A SINDACATI, ‘MANDATE ISPETTORI A REGGIO CALABRIA, GRAVI IRREGOLARITÀ’

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«Mafiosi minacciano operai, non potete stare zitti»

 

 Il massmediologo Klaus Davi ha preso in mano carta e penna per scrivere una lettera ai leader sindacali regionali Santo Biondo (UIL), Angelo Sposato (CGIL) e Tonino Russo (CISL), invocando l’invio di ispettori presso i depositi delle Ferrovie di Reggio Calabria, dove operano numerose imprese di pulizie che forniscono servizi a Trenitalia.

 

«Cari segretari,

su segnalazione di numerosi operai, da molti mesi mi occupo di una vicenda che vi dovrebbe riguardare. In breve, secondo quanto denunciato da molte fonti, il supervisor delle società che forniscono i servizi di pulizia sarebbe un ben noto boss della ‘ndrangheta, già arrestato e condannato in via definitiva. Sempre secondo queste testimonianze, nelle suddette società sarebbero stati assunti numerosi appartenenti alla criminalità organizzata. Nomi di spicco dei clan di Archi e Gebbione, alcuni dei quali recentemente sospesi dal servizio a seguito delle nostre inchieste. A riprova che esista un problema prima ancora che legale di opportunità, Vi informo che da qualche settimana anche il signore in questione è stato sospeso dalla propria attività. Poiché il soggetto – secondo le testimonianze degli operai – interloquisce con società pubbliche, dice la sua sugli appalti e co-determina le assunzioni, lascio a Voi immaginare le implicazioni di simili “dialoghi”.

 

Non solo: secondo quanto ho riportato, ai danni degli operai sarebbero state commesse gravi irregolarità amministrative, esercitate con pressioni al limite dell’estorsione mafiosa. Il fatto più clamoroso e facilmente appurabile dai registri è che pesi massimi della ‘ndrangheta, non proprio premi nobel della legalità – un nome per tutti, Demetrio Lo Giudice detto “Mimmo ‘o Buoi”, ma non è il solo –, a tutt’oggi figurano in organico senza essersi MAI recati sul posto di lavoro. Ho tentato più volte, ma invano, di contattare gli esponenti sindacali locali per ottenere la loro versione, ma si sono sempre negati. Non male per coloro i quali sarebbero delegati alla trasparenza e alla legalità!  Qualcuno, a torto, forse pensava che io mi sarei stancato, ma si è sbagliato. E un certo nervosismo serpeggia da quelle parti, anche perché non più di tre giorni fa il signore in questione ha minacciato diversi operai per il semplice motivo che “parlavano con Klaus Davi”! L’appello che Vi rivolgo è di agire e intervenire subito. Siate società civile, abbiate a cuore il destino degli operai e soprattutto suggerite ai vostri delegati locali di rispondere alle domande dei giornalisti. Valutate anche l’invio di ispettori che accertino eventuali violazioni degli accordi sindacali, per non parlare di altri gravi soprusi subiti in silenzio.

 

Cordialmente,

Klaus Davi»

 

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