DURANTE LE ORE DI LAVORO AL SUPERMERCATO, SOSPESI TRE DIPENDENTI PUBBLICI. COINVOLTO FUNZIONARIO DEL CENTRO PER L’IMPIEGO DI LOCRI. EMERGONO I PARTICOLARI.

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In giro a fare shopping o altro nell’orario di lavoro. Truffa, falsa attestazione della presenza in servizio e peculato d’uso continuato: a vario titolo, sono queste le accuse che l’autorità giudiziaria di Locri ha mosso nei confronti di 3 dipendenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ora sospesi dal servizio su decisione del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Locri. A far scattare il provvedimento a carico dei tre dipendenti reggini, su richiesta della Procura di Locri, sono state le capillari indagini compiute dagli investigatori della Polizia di Stato del commissariato di Bovalino.

In tutto, comunque, sarebbero 6 le persone iscritte nel registro degli indagati: oltre ai tre dipendenti sospesi, infatti, figurerebbero altri 2 cantonieri e un dipendente della Regione in servizio nella sede di Bovalino del Centro per l’impiego di Locri.

Gli investigatori, con l’ausilio di videoriprese e del monitoraggio satellitare dei veicoli – è stato evidenziato in una nota diffusa ieri dalla Questura di Reggio Calabria – hanno accertato l’abitudine dei 3 dipendenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria di allontanarsi dal luogo di lavoro con l’auto di servizio per dedicarsi ad attività personali.

Secondo, quindi, quanto stimato dagli investigatori della Polizia di Stato, il danno causato dai cantonieri alla Città Metropolitana di Reggio Calabria sarebbe di circa 10 mila euro, corrispondente alla svariate ore di lavoro retribuite ma non effettuate.

Nel corso delle indagini sarebbe emerso pure il caso del dipendente regionale del Centro per l’Impiego di Locri, ripreso dalle telecamere mentre, in più occasioni, si allontanava dall’ufficio senza attestare l’interruzione del servizio.

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