«DISPONIBILI A QUALUNQUE CANDIDATO». MELONI LANCIA LE REGIONALI

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«Non sono in grado di dirvi chi sarà il leader della nostra coalizione, ma state tranquilli tra poche ore, al massimo domenica tutto sarà definito». La leader di Fratelli d’Italia a Cosenza incontra i suoi sostenitori. «Su Oliverio non mi pronuncio, lo ha bocciato finanche il suo partito. Il centrosinistra? Si nasconde dietro tonni e sardine»

«Mi sarebbe piaciuto salire su questo palco e annunciarvi il candidato del centrodestra, non è così, ma non dipende da noi. L’attesa è comunque finirà nel giro di qualche ora al massimo domenica, poi potremo finalmente iniziare una campagna elettorale e parlare ai calabresi di quello che vogliamo fare per i prossimi cinque anni». Giorgia Meloni a Cosenza fa il pienone. La leader di Fratelli d’Italia esce dall’imbarazzo per le persone rimaste al varco dell’ingresso del teatro cittadino che ha ospitato il suo comizio concedendosi con selfie, ormai rito consolidato della politica italiana, e strette di mano. «A sapere che il tempo sarebbe stato così clemente avremmo fatto un bell’incontro in piazza. A noi i luoghi chiusi stanno stretti».
Alla corte di Giorgia Meloni, ci sono la deputata Wanda Ferro e i consiglieri regionali Fausto Orsomarso ed Ennio Morrone. Nella lista di Fdi per le regionali il candidato della famiglia Morrone, sarà Luca, oggi consigliere comunale a Cosenza ma insieme a lui ci saranno anche gli altri big del partito come l’ex coordinatore regionale Ernesto Rapani. La fiamma tricolore dei meloniani in Calabria arde anche grazie al lavoro di Michele Traversa, Giovanni Dima, Denis Nesci e tutti erano tra le poltrone di velluto verde per ricevere il tributo in applausi per un partito che giorno dopo giorno macina consensi. «Avremmo potuto aspirare di più con un nostro candidato – risponde Giorgia Meloni al Corriere della Calabria – ma abbiamo deciso per il momento di dare la nostra disponibilità a qualunque candidato anche perché ci aspettano delle elezioni amministrative importanti come per la città di Reggio Calabria e noi lì vorremmo essere protagonisti». Detto questo, il candidato comunque non fa un governo. I meloniani calabresi sono convinti di portare una truppa forte e consistente a Palazzo Campanella ed il lavoro in termini elettorali poi potrebbe essere riscosso in incarichi di prestigio in giunta e non solo. «Vinceremo per le nostre capacità – spiega la leader di Fdi – dell’incapacità di Mario Oliverio non parlo proprio, non lo vuole candidare neanche il suo partito mi pare ovvio che abbia fallito. Cari amici della sinistra, potete nascondervi dietro le sardine o i tonni di tutto il mondo, rimarrete sempre i soliti squali».

DAL PROGRAMMA ELETTORALE AI CAVALLI DI BATTAGLIA Un programma elettorale in pillole, dal rilancio del porto di Gioia Tauro all’investimento per evitare la famigerata fuga dei cervelli. «Ma pensate se al posto di dare 1120 euro ad un immigrato si spendesse la stessa cifra per finanziare le aziende e permettere ai calabresi di rimanere nella terra dove hanno studiato e si sono perfezionati. Noi cerchiamo di dire queste cose di fare delle domande e per tutta risposta ci sentiamo dire di essere dei razzisti». Se sul nome del candidato da mesi all’interno del centrodestra si assiste ad una lotta fratricida, almeno su di un punto delle priorità del prossimo governo regionale tutti sono d’accordo «serve lavoro, lavoro, lavoro». Certo è che questo secondo Giorgia Meloni, passa anche dal finanziamento di una rete di infrastrutture. «Sapete perché nessuno spende soldi in quello di cui ha veramente bisogno questa regione? Perché c’è bisogno di tempo e le tempistiche per realizzare le cose importanti non coincidono quasi mai con il taglio dei nastri».
L’ORGOGLIO DI CASA A dare il benvenuto alla leader del movimento i ragazzi della giovanile che hanno fatto la staffetta al segretario provinciale del partito. «Se l’entusiasmo è questo, notificheremo lo sfratto di Oliverio e del Pd, senza nessun problema» dichiara fiducioso Ernesto Rapani. La stola di amministratori locali in quota Fdi, seduta composta appunta le prime indicazioni circa le prossime settimane di campagna elettorale. «Le sardine predicano pace e razzolano intolleranza – dice Wanda Ferro –. La Calabria presente in sala è quella che non si piange addosso e non si sente brutto anatroccolo. Vogliamo dare delle risposte e tutte le scommesse perse del Pd ci spalancano le porte per governare». L’entusiasmo è alto tra gli ambienti di Fratelli d’Italia. I meloniani sono consci che la linea attendista sia stata in questo momento la strategia migliore e che abbia fatto guadagnare simpatie e allontanare chi avrebbe voluto usare il partito come un taxi in vista delle elezioni. Il resto si deciderà il 26 gennaio. Al centrodestra manca il candidato, ma la campagna elettorale è già cominciata. (m.presta@corrierecal.it)

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