LOCRIDE: L’EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ COME ARMA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

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Sarà avviato  anche  quest’ anno da Giulia Audino, ginecologa in servizio presso i consultori della Locride, il progetto su” Educazione alla affettività e alla sessualità” rivolto agli adolescenti  delle scuole di tutto il comprensorio. L’iniziativa  interesserà ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che frequentano il liceo scientifico “ Zaleuco” , il liceo classico “Ivo  Oliveti” , il liceo “Giuseppe Mazzini” , la scuola media “Maresca” di Locri e l’ IPSSA di Siderno . La necessità di avviare questo progetto nasce dalla valutazione dei  dati ISTAT, per cui il 19 % dei giovani considera normale avere rapporti in età inferiore ai 14 anni ,ed il 73 % di questi non è a conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili e, quindi, non usa precauzioni di alcun tipo. Tale deficit di informazioni comporta mancanza di prevenzione e un conseguente aumento dei costi della sanità pubblica che sono legati alla cura delle malattie che ne conseguono. Questo intervento di informazione e formazione si propone anche  l’intento di cercare di informare i ragazzi riguardo la problematica delle gravidanze indesiderate nella fascia di età  adolescenziale, epoca in cui i ragazzi non sono ancora maturi e quindi pronti né fisicamente né soprattutto psicologicamente ad avere un figlio che, invece, deve essere il frutto di una scelta consapevole di coppia. La promotrice del progetto già da qualche anno, la ginecologa Giulia Audino sottolinea che: << La finalità del progetto è quella di educare i giovani all’ affettività, al rispetto reciproco, ad imparare ad aspettare e rispettare gli spazi e le scelte  dell’ altro, imparare ad accettare di sentirsi dire un “no”e quindi non reagire in maniera violenta ai rifiuti. Educare all’ affettività vuol dire soprattutto lavorare per ridurre la violenza di genere,e quindi la violenza sulle donne, di cui spesso le cronache riportano sempre più casi. La scuola rappresenta un importante agenzia educativa quindi non è solo un luogo di apprendimento ma anche un luogo di socializzazione, umanizzazione ,dello scambio e della crescita e quindi un luogo importante per promuovere la crescita in benessere degli adolescenti. In questo contesto la promozione di un progetto di integrazione scuola-servizi sanitari territoriali è importante. L’ educazione alla sessualità e all’ affettività costituisce parte integrante dell’essere umano e della sua identità e quindi inscindibile dall’educazione generale della persona. La sfera sessuale è uno dei motori della metamorfosi  psicofisica a 360 gradi che gli adolescenti attraversano  in un momento molto delicato perchè non sono più bambini, ma ancora non hanno l’ esperienza dell’ adulto. In questo contesto la famiglia ha un ruolo importante e fondamentale, ma la scuola svolge un ruolo specifico e complementare, cioè quello di appropriarsi degli aspetti essenziali del loro sviluppo sessuale ed affettivo e quindi prepararli a far fronte ai molteplici messaggi negativi che i mass-media e la società attuale inviano loro >>. L’iniziativa rientra nel quadro generale degli interventi di promozione alla salute  e si propone di indirizzare il progetto di crescita adolescenziale  attraverso  percorsi sani e protetti. L’esigenza nasce dal fatto che molto spesso in famiglia e nelle scuole i ragazzi vengono lasciati soli a gestire le proprie emozioni e spesso  rimangono in balia di informazioni distorte che trovano su internet, dove spesso non vengono fruiti  risposte adeguate alle loro paure, alle loro curiosità e ai loro interrogativi. La comunicazione a questa età avviene spesso  tra coetanei e quindi risulta confusa e distorta. Di conseguenza,  la negata educazione all’ affettività e alla sessualità, rappresenta un handicap nel progetto di crescita del minore,e lo  rende  indifeso di fronte ai numerosi pericoli  legati ad una sessualità inconsapevole. consumata spesso sotto l’ effetto di alcol e altre  sostanze. Lo scopo prioritario di questo percorso è quello di educare all’ affettività e quindi ad una sessualità sana ,baipassando  quei silenzi ,quegli spazi vuoti, da parte degli adulti ,che dovrebbero dare risposta alle difficoltà che i ragazzi incontrano nel loro processo educativo che può pregiudicare seriamente il loro sviluppo psicofisico e contribuire a creare un vissuto negativo molto pesante che condiziona la relazione con l’altro sesso .

ANNA LAURA TRINGALI

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