UNA COALIZIONE DI “SALVEZZA” PER UNA CITTADINA ALLO SBANDO

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«È tempo di evitare personalismi, e restare uniti»

Il clamore suscitato dal “Manifesto per Siderno” del giornalista Enzo Romeo è stato notevole. E non solo negli ambienti politici . In molti si sono chiesti anche il motivo della decisione del popolare volto sidernese della televisione nazionale . Anche per questo Enzo Romeo ha voluto precisare con una nota che fa seguito al suo “manifesto” quali fossero, e quali sono, le sue intenzioni.

«So che qualcuno avrebbe voluto – scrive Romeo – che nel “manifesto” si citassero delle persone protagoniste del percorso amministrativo della città. Ho preferito limitarmi all’analisi, pur veloce e appena accennata, scritta quasi di getto dopo la sollecitazione a distanza venuta da uno di voi. Non è tempo di personalismi. L’io deve cedere il passo al NOI. Il leaderismo politico in Italia sta portando ai disastri che sono sotto i nostri occhi».

Romeo precisa anche il senso dela “coalizione unitaria” che auspica: «L’altra obiezione è che creare una coalizione vuol dire fare un’ammucchiata. Rispondo che ci sono dei momenti in cui stare insieme è più che necessario: è doveroso. In tempi di coronavirus credo che sia ben evidente e quasi una banalità affermarlo. Ottant’anni fa di fronte alla minaccia nazista si creò una grande alleanza che vide insieme paesi capitalisti e marxisti. Fu un’ammucchiata? Gli americani liberarono le nostre città dagli oppressori, i soldati sovietici entrarono ad Auschwitz e misero fine all’orrore dell’olocausto. Con le dovute proporzioni, anche Siderno andrebbe liberata dalle macerie dell’abbandono e del degrado, premessa necessaria per immaginare una ricostruzione del tessuto sociale ed economico. Io che purtroppo non vivo a Siderno ho molti limiti nella visione della realtà quotidiana; ma ho pure un vantaggio, quello di guardare con più distacco e lucidità il panorama cittadino. Ebbene, pur essendo ontologicamente ottimista per fede cristiana, vedo una comunità sull’orlo del precipizio, sempre più sfaldata e sfiduciata, che rischia di rispondere alle difficoltà che ha davanti con gli unici due modi che conosce: la fuga o la prepotenza. Bisognerebbe offrire una terza via a chi non vuol essere né emigrante né mafioso. La coalizione di cui ho parlato è il cartello che indica la direzione».

Da qui la considerazione finale: «In questo senso i partiti politici hanno una grande responsabilità. C’è chi, anche a Siderno, li ritiene ormai inutili e invoca un rinnovamento attraverso la discesa in campo di “facce nuove”. Ma chiunque si mette in gioco ha bisogno di regole per agire e il sistema democratico, pur fra tante contraddizioni, rimane l’unica cornice proponibile. I partiti, però, sono strumenti di partecipazione e di servizio al bene comune (se esiste ancora un bene comune), non fortini per difendere interessi individuali o del proprio gruppo. Il tempo che rimane per muoversi su questa strada è davvero poco, poi dovremo forse fare i conti con forme inquietanti di neo-autoritarismi». In conclusione l’auspicio che il dibattito continui, in sede locale, in maniera positiva.

fonte gazzetta del sud

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