2 Dicembre 2020

 Il coronavirus non ferma la vita. Anche in questo periodo in molte famiglie è arrivata la gioia più grande, quella di una nascita. Nell’ultimo mese nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Locri sono nati 95 bimbi , una femminuccia proprio il giorno di Pasqua. Il primario dott. Pino Macrì, seppure stressato dal lavoro immenso che sta svolgendo, unitamente ai suoi collaboratori, in una situazione di estrema incertezza, lo dice con orgoglio. Tra l’altro sono stati ben 28 i parti cesarei e 16 gli interventi eseguiti in urgenza. Il grande lavoro del reparto è stato accompagnato da ben 173 consulenze richieste tramite il pronto soccorso e 86 prestazioni ambulatoriali. Numeri pesanti in un momento così difficile per medici e infermieri, ma anche per i cittadini che hanno dovuto fare i conti con le ristrettezze e i pericoli dettati dal coronavirus. Ed è stato proprio l’impatto con i parenti delle partorienti l’ulteriore impegno a cui il dott. Macrì e la sua equipe hanno dovuto fare i conti. «Forse il più pesante – ci dice il primario – perché non è stato facile far capire ai familiari dei nascituri che non potevano restare in reparto e che dovevano osservare le rigide prescrizioni imposte da questo difficile momento. C’è anche una anticipazione positiva. «Per venire incontro alle esigenze delle partorienti – rivela il dott. Macrì – tra qualche giorno inizieremo i corsi di preparazione al parto online, vista l’impossibilità di tenerli in reparto come si faceva solitamente. A tale scopo è stata attivata una postazione informatica proprio nella sala in cui si tengono solitamente». La vita continua, insomma, malgrado il Covid-19.

ARISTIDE BAVA

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