Mar. Mar 9th, 2021

Mentre il Presidente della Regione CALABRIA (non governatrice, dato che ancora, per fortuna, non siamo uno stato federale) “sfida” il Governo, in perfetta sincronia con quanto stanno facendo a livello nazionale e locale, Lega e FdI, ci sono persone che, in perfetta buona fede, rimangono vittima di queste iniziative populiste, rimettendoci anche parecchio denaro.
Come ha chiaramente spiegato il TAR di CZ, l’adozione di misure a livello locale può essere più specifica rispetto a quella del Governo, ma non può essere in contrasto con la stessa.
È un principio di buon senso, oltre che di diritto. Se ogni singola realtà locale adottasse una propria disciplina, sarebbe il caos più totale, anche per chi, poi, le regole le deve far rispettare.
In realtà però, di tutto questo, a chi ha fatto l’ordinanza non importava nulla. Lo si capisce anche da quello che è stato scritto negli atti difensivi, dove si voleva portare la questione di fronte alla Corte Costituzionale, al solo scopo di far annullare un atto del Governo.
Il punto è che, in tutta questa situazione, chi ci va di mezzo sono gli esercenti, come è accaduto al titolare di un bar qui a Siderno, che confidando nella legittimità dell’ordinanza del Presidente della Regione, aveva investito 10.000 euro per adeguare il proprio locale ed ora, non solo è stato costretto a chiudere nuovamente, ma si ritrova anche un ulteriore debito sulle spalle.

 

Mariateresa Fragomeni

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