‘NDRANGHETA:OPERAZIONE ANTIDROGA TRA MILANO E REGGIO

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Carabinieri Milano eseguono ordinanza a carico di 17 persone

Un’operazione antidroga è in corso, tra le province di Milano e Reggio Calabria, da parte dei Carabinieri di Milano che stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L’indagine, avviata nel 2018 e coordinata dalla Dda di Milano, rappresenta la prosecuzione dell’operazione ‘Quadrato’, che ha smantellato un gruppo criminale dedito al traffico di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana nel sud-ovest della provincia di Milano.

‘Ndrangheta: maxi sequestro per storico boss lombardo

Iaconis già condannato per blitz anni ’90.Aveva cavalli in ranch

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto per Bartolomeo Iaconis, 61 anni, storico boss della ‘ndrangheta in Lombardia, già condannato negli anni ’90 dopo l’operazione ‘Fiori della notte di San Vito’ e con un processo in corso per omicidio a Como, un sequestro di beni, tra cui numerosi immobili, terreni e boschi, ma anche cavalli che teneva in un ranch. I giudici (Roia, Tallarida, Pontani), su richiesta della Dda guidata da Alessandra Dolci, hanno anche applicato per lui la sorveglianza speciale per 3 anni e 6 mesi.

Nel provvedimento dei giudici vengono riportati anche atti di indagini che nel corso degli anni hanno visto coinvolto Iaconis (difeso dal legale Maurizio Gandolfi), capo della ‘locale’ di Fino Mornasco (Como). E si legge che “scritti che riportano le formule prescritte per l’affiliazione o per il conferimento delle ‘doti'” della ‘ndrangheta sono stati trovati in “possesso di Iaconis” già “nel 1979”, quando aveva 21 anni. Gli venne sequestrato, poi, anche un “‘codice’ per l’affiliazione”. Nel ’94 era stato arrestato nello storico maxi blitz contro la ‘ndrangheta al nord ‘Fiori della notte di San Vito’. Nel ’98 era uscito dal carcere e ci è tornato lo scorso anno per l’omicidio del 2008 di Franco Mancuso nel Comasco, indagini riaperte dopo le dichiarazioni di un collaboratore. Oltre al sequestro di una trentina tra immobili, soprattutto nel Comasco, terreni, boschi e di conti correnti, i giudici hanno anche disposto la misura di prevenzione ai fini della confisca di 55mila euro trovati in una “intercapedine” dentro un muro e della ‘Azienda Agricola Bart – Ranch’ con sede ad Appiano Gentile (Como), compresi stalloni, puledri e altri cavalli, ma anche bovini, pecore e capre. Beni per oltre 1,2 milioni di euro. I giudici parlano di “una evidente sperequazione fra redditi dichiarati e stile di vita” del boss e spiegano che la sua “pericolosità” non è “mai venuta meno nel tempo”, dagli “anni ’70” ad oggi ha continuato “ad agire a favore dell’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta, di cui ha continuato a far parte”, nella cui “compagine ha sempre avuto ruoli decisionali e di potere”.

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

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