RIACE, DIGIUNO DI GIUSTIZIA. PADRE ZANOTELLI: «IL GOVERNO CANCELLI I DECRETI SALVINI»

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Digiuno di giustizia a Riace per padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, e Mimmo Lucano, ex sindaco della città dei Bronzi. Zanotelli, in Calabria assieme ai giovani del campo lavoro e spiritualità “Verso un’umanità plurale” ha contestato i decreti Sicurezza di Matteo Salvini, chiedendo al governo discontinuità rispetto al recente passato, protestando, inoltre, contro la minaccia di sgombero della tendopoli di San Ferdinando da parte del sindaco Tripodi.

 

«Questo è un gesto provocatorio da parte del sindaco in risposta alla mancanza di adeguate politiche sociali della regione Calabria in riferimento alle condizioni di schiavitù in cui versano queste persone. Per questo ci appelliamo alla Presidente della Regione Calabria affinché intervenga tempestivamente nell’assegnazione di alloggi regolari, essendo inoltre presenti migliaia di case inabitate nella piana di Gioia Tauro». Ma la protesta è anche contro «l’accanimento dell’amministrazione comunale leghista di Riace, che si rivela anche vietando gli eventi in programma. I divieti colpiscono al cuore il “Villaggio Globale”, sogno politico di inclusione». Infine viene contestata la mancata erogazione dei fondi (2017/2018) destinati all’implementazione dei progetti “Cas” e “Sprar” di Riace da parte della prefettura di Reggio Calabria. «Riace non è una persona, è un’idea e non morirà mai. Anche senza fondi noi continuiamo a credere in un’umanità migliore», ha spiegato Lucano.

Simona Musco – il dubbio
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