L’UNICA SPERANZA PER LA SANITÀ? CREARE L’ASL DI LOCRIDE E PIANA

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Carabetta: «L’Azienda provinciale ha fallito»

«L’accorpamento dei presidi ospedalieri in un unica Asp provinciale ha fallito. Adesso subito un’azienda autonoma per la Locride e la Piana». È l’obiettivo della proposta lanciata ieri dal dirigente medico dell’ospedale di Locri Vincenzo Carabetta, e stimolata dal “Sanità Day” di sabato scorso. Carabetta, leader del movimento politico-culturale “Scelgo Locri” e capogruppo dell’omonimo gruppo consigliare di opposizione, già si era caratterizzato come fermo oppositore dell’accorpamento delle tre ex Asl di Locri, Palmi e Reggio Calabria in una unica Azienda sanitaria provinciale deciso nel 2007, con il “famigerato” emendamento Adamo-Chieffallo, dall’allora giunta regionale Loiero-Adamo. Sono trascorsi dieci anni da quella decisione del Consiglio regionale calabrese da cui nacque l’Azienda sanitaria provinciale, e purtroppo la situazione della sanità locridea è peggiorata di molto, con lo spostamento della direzione da Locri a Reggio Calabria. «Ricordo con amarezza quella battaglia persa – afferma Carabetta – e quanto pronosticato allora è drammaticamente divenuta amara realtà. Purtroppo a causa della cecità dei consiglieri regionali di allora che accettarono e furono complici di quell’inopinato accorpamento dell’Asl di Locri a quella di Reggio, oggi – evidenzia l’angiologo – è ampiamente certificato il fallimento della nefasta operazione attuata allora sotto la spinta di chissà quale agognate operazioni di risparmio e sulla giustificazione di un nuovo modello di organizzazione sanitaria».

Carabetta sottolinea che durante queste lunghi anni l’utenza non ha avuto alcun beneficio dal momento che «la risposta di assistenza alla salute è quella attuale, ossia da terzo mondo». E che non si sono visti risparmi nella spesa sanitaria, perché «l’emigrazione è cresciuta a dismisura. L’ospedale – spiega – dieci ani fa garantiva assistenza qualificata e, anche se con difficoltà, era punto di riferimento sostanziale per la sanità del territorio. Al contrario di oggi che i dati sono drammatici e riflettono la difficoltà gestionale di una azienda territoriale della provincia di Reggio Calabria, azienda enorme, che si vede investita della gestione di una sanità territoriale con quasi cinquecentomila utenti unitamente alla gestione di due ospedali spoke, di Locri e Polistena, oltre agli ospedali di Melito e Gioia Tauro».

A questo punto per il capogruppo di “Scelgo Locri” ci sarebbe una sola cosa da fare che «ove attuata sarebbe un punto di partenza per il rilancio della sanità della Locride e della Piana: sarebbe ora che si portassero avanti proposte concrete quale quella di promuovere e favorire l’attuazione di una azienda autonoma che coinvolga i due territori ove ricadono i due ospedali spoke della provincia». L’auspicio è che le forze politiche e sociali dei due territori «promuovano e portino avanti questa proposta. Occorre trovare – conclude Carabetta – soluzioni su come incidere sulle future programmazioni sanitarie regionali altrimenti proseguiremmo per un altro decennio a rivendicare la richiesta di una giusta sanità».

 

fonte gazzetta del sud

SERVIZIO DI MARIA TERESA CRINITI

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